Cose belle21 ottobre 2021 18:11

Aquiloni

Le opere di Franco Cappelli in esposizione ad Albissola Marina: è la prima mostra di una serie dedicata agli aquiloni

Aquiloni

Da sabato 23 ottobre, con inaugurazione alle 17,00,  a domenica 7 novembre, sarà ospite del Circolo degli Artisti ad Albissola Marina l'artista Franco CAPPELLI.

Pistoiese, Cappelli ha iniziato a dipingere alla fine degli anni 60, rifacendosi al figurativo seguendo gli insegnamenti della scuola pistoiese di quegli anni. Il punto finale delle sue opere è senza dubbio la ricerca.

La ricerca delle forme e del colore.

E' pittore astratto. Dopo vari passaggi l'attuale ricerca è approdata all'elaborazione di architetture (vedi personali su Le Corbousier, Carlo Scarpa, F.L.Wright ) però non lasciando mai temi riguardanti il “Cosmo” ecc.

Tra i linguaggi espressivi dell'artista pistoiese, vi è la pittura geometrica e l'informale che tratta con idee geniali e fantasia, e, parallelamente la scultura (pietra, legno, metalli, plexiglass) che realizza in opere anche di notevoli dimensioni, e la ceramica che foggia e dipinge tra Albisola e Montelupo Fiorentino.

Al suo attivo sono più di 500 le mostre personali e collettive in Italia e all'estero (Francia, Spagna, Germania, Rep. Ceca, Slovenia, Polonia, USA, Romania)

Attualmente espone sovente in luoghi pubblici e musei.

Una sua opera fa parte della Pinacoteca della Regione Toscana, altre opere si trovano in Palazzi Pubblici.

Fa parte dell’associazione culturale “Brigata del Leoncino” di Pistoia dove organizza eventi artistici. E’ socio dell’“Antica Compagnia del Paiolo“ di Firenze.

Di lui hanno scritto: P.F.Listri, F.Napoli, A.M.Barbagallo, G.R.Guerrieri, M.Musone, S.Falzone, S.Simoncini, S.Barbieri, D.Menicucci, S.Serradifalco, D.Pronestì, L.Bronzi, D.Marasà, D.Camiciotti, R.DeSalvatore, A.Agostini,S.Ranzi, A.Brancolini, M.Biagi, A.Mannelli, S.Lucarelli, L.Bardelli, E.Cabella, A.Bolognesi, L.Carini, F. Bianchi, G. Guarneri, M. Tuci, M. Leoncini, L. Gierut, G. Puntelli, F.Boncompagni.

E’ inserito nei cataloghi d’arte: Dizionario enciclopedico internazionale d’arte moderna e contemporanea, Avanguardie Artistiche, Grandi Maestri, Annuario d’Arte Moderna, Artisti della Piana Fiorentina, Pittori e Scultori toscani del 3° millennio, Euroarte, Censimento Artisti Italiani,

Elite, Arte e Collezionismo, Arte e Grafologia, Capire l’Arte, Segno, Pegaso, Boè, Arte Mondadori.

 

"AQUILONI" 

Franco Cappelli ha fatto numerose mostre in Italia e all’estero ispirato soprattutto alle città e agli spazi urbani, negli ultimi tempi si è lasciato attrarre dagli spazi aperti e sconfinati come si vede dalle esposizioni “ Balloons “, “ Mongolfiere”, e poi “ Cosmologie “, giunge a questa nuova  con opere ancora dedicate a qualcosa che si libra nel cielo: gli aquiloni.

L’uomo da sempre ha desiderato di volare, quasi che alzarsi in volo lo facesse sollevare dalle difficoltà e dalle ansie quotidiane. L’aquilone è simbolo di libertà, di sogni e di fantasie infinite e ha il potere di farci tornare bambini inconsapevoli e felici.

Cappelli ha voluto rappresentarli non convenzionalmente come sono in realtà, ma in forme sagomate e restando fedele al progetto geometrico che contraddistingue e rende riconoscibile la sua pittura. Questa mostra di Albissola Marina è la prima di una serie dedicata agli aquiloni, continuando così ad attraversare il cielo sognando.   

Apertura: tutti i giorni dalle 16,00 alle 19 fino al 7 NOVEMBRE.

Nota critica di Andrea Bolognesi

A giustificare, se mai ce ne fosse bisogno, la validità del lavoro che sta svolgendo Franco Cappelli e il suo puntuale inserimento nella naturale evoluzione dell'arte contemporanea, basterebbe pensare alle notevoli analogie con alcuni dei più innovativi e fondamentali artisti astratti a cominciare da Mondrian, ma questa sarebbe una conclusione troppo semplicistica perché, se in un artista di influenze si vuol parlare, queste non potranno mai essere univoche, ma comprendere esperienze anche assai diverse tra loro e, a questo riguardo, basti pensare alla sua lunga militanza nel campo dell'arte figurativa.

Ma, non è questo il momento di accentrare troppo la nostra attenzione su questi aspetti, sia pur importanti, perché è naturale e logico che un artista, per svolgere un lavoro serio e fruttuoso, debba tener in giusto conto tutto quello che è stato fatto prima di lui e con particolare riferimento a quelle esperienze che sente più vicine e consone. Presupposto questo, penso che sia assai più interessante e costruttivo indagare la strada che ha percorso e il traguardo raggiunto, spostando, quindi, l'attenzione su quello che di nuovo e di valido è stato capace di produrre e fino a che punto sia giunto nel creare un proprio linguaggio.

E questo nel caso di Franco Cappelli ci sembra che sia avvenuto in modo assai valido, arrivando a risultati apprezzabili sia dal punto di vista estetico che semantico nell'affermare una visione positivista della realtà. E che la strada intrapresa sia quella giusta e consona al suo agire e sentire, lo dimostra il fatto che la sua ricerca, nonostante che ormai proceda da anni, sia ancora proficua e ancora in piena evoluzione come ampiamente dimostrano le opere che ci ha proposto negli ultimi tempi. Se infatti con le mostre precedenti la sua attenzione si era posata su un ambiente di immediata fruizione e nel quale si svolge la vita, come la casa, traendo spunto dall'opera dell'architetto Carlo Scarpa (Suggestioni. Un omaggio a Carlo Scarpa. Mostra tenuta alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia, 5-20 febbraio 2016), e ancora prima sulla città indagandone gli aspetti e mettendoli in evidenza simbolicamente e sinteticamente (Città radiose. Mostra tenuta alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia, 28 giugno-31 luglio 2012), ora ha allargato il proprio campo d'azione abbracciando l'intero universo visibile e invisibile. Da questa esperienza nacque la mostra che prese il titolo di Cosmologie, dove gli elementi formali e i motivi ispiratori delle opere precedenti venivano sviluppati, continuando a confermare l'assunto positivista che tutto per essere funzionale e perfetto deve essere pensato e progettato: la casa, la città, l'universo e perfino l'arte sono frutto di un progetto cosmico che tende alla perfezione.

Continua, quindi, la ricerca della massima razionalizzazione formale del soggetto e dell'idea, che inizia con una meticolosa progettazione dell'opera che si avvale di un segno preciso e senza ripensamenti o incertezze. Tutto deve essere controllato e soppesato e niente deve essere lasciato al caso o all'improvvisazione e, in quest'ottica, anche l'uso del colore non può sottrarsi alla regola della semplificazione: per questo è steso in maniera omogenea per riempire perfettamente e senza incertezze le forme. Spesso, poi, e questo è certo un altro elemento significativo per capire il messaggio che l'artista intende trasmettere, si ritrovano nelle opere gradazioni di uno o più colori, ma anche queste sono pensate in modo ordinato e delimitate in spazi ben definiti, a significare che se variazioni ci devono essere, e della certezza che queste ci siano e della loro necessità l'artista ne è consapevole, queste non possono avvenire in modo traumatico, ma devono essere controllate e realizzarsi in maniera graduale in modo da non sconvolgere la compostezza del divenire, della struttura creata e, perché no, anche della perfezione formale della tela.

L'artista, non ha smesso quindi di rappresentare la realtà, ma quella che ci propone ora nella mostra “AQUILONI”è una realtà sublimata: una realtà rappresentata non solo nei suoi caratteri distintivi, ma anche proponendone di nuovi nel tentativo di migliorarla; con la convinzione che l'arte, quando ricerca il bello e la perfezione, contribuisce a rendere bella e perfetta anche la società in cui opera.

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