Cose belle11 novembre 2021 07:32

La settimana al Nuovofilmstudio

La programmazione che parte oggi prevede "Un anno con Salinger", "Mulholland Drive" e l'edizione restaurata di "Fino all'ultimo respiro", il capolavoro della Nouvelle Vague diretto da Jean-Luc Godard e scritto da François Truffaut

La settimana al Nuovofilmstudio

Ecco i nuovi appuntamenti in sala: 

dall'11 al 17 "Un anno con Salinger" di Philippe Falardeau - Ispirato al romanzo omonimo e autobiografico di Joanna Rakoff, il film di Falardeau (che sui nostri schermi abbiamo imparato a conoscere grazie al commovente “Monsieur Lazhar”) racconta una storia di formazione animata dall'amore per la letteratura. Con la giovane Margaret Qualley (“C’era una volta a… Hollywood!”) e un'impeccabile Sigourney Weaver.

Domenica 14 - In occasione della Giornata Europea del Cinema d'Essai, Nuovofilmstudio presenta l'edizione restaurata di "Fino all'ultimo respiro", un'occasione unica per vedere e rivedere il capolavoro della Nouvelle Vague diretto da Jean-Luc Godard e scritto da François Truffaut, pietra miliare del cinema europeo e internazionale.

Dal 15 al 17 "Mulholland Drive" di David Lynch - il film culto di Lynch festeggia i suoi 20 anni ritornando in sala nell'imperdibile versione restaurata della Cineteca di Bologna. Film che ha lanciato Naomi Watts, indimenticabile al fianco di Laura Harring, "Mulholland Drive" è uno dei soli due titoli degli anni Duemila a essere entrato nella celebre classifica dei cento migliori film della storia del cinema stilata ogni dieci anni dalla rivista “Sight & Sound”.

Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio

Gli orari in dettaglio:

Un anno con Salinger

 

(My Salinger year)

di Philippe Falardeau

con Margaret Qualley, Sigourney Weaver

Canada/Irlanda 2020, 101'

 

gio 11 nov (15.30 - 18.00 - 21.00)

ven 12 nov (15.30 - 18.00 - 20.30)

sab 13 nov (15.30 - 18.00 - 21.00)

dom 14 nov (17.00 - 19.00)

lun 15 nov (15.30)

mar 16 nov (18.00)

mer 17 nov (15.30)

 

New York, anni ’90. Dopo aver lasciato gli studi di specializzazione universitaria per diventare scrittrice, Joanna viene assunta come assistente di Margaret, l’agente letteraria impassibile e un po’ rétro di J.D. Salinger. Il compito principale di Joanna è rispondere, con un messaggio formale dell’agenzia, alle migliaia di lettere inviate dagli ammiratori di Salinger. Ma leggendo le parole struggenti che arrivano da tutto il mondo, la ragazza diventa sempre più riluttante a rispondere con la lettera impersonale dell’agenzia e d’impulso inizia a personalizzare le risposte…

 

Ispirato al romanzo omonimo e autobiografico di Joanna Rakoff, il film di Philippe Falardeau (che sui nostri schermi abbiamo imparato a conoscere grazie al commovente “Monsieur Lazhar”) racconta una storia di formazione animata dall'amore per la letteratura. Con la giovane Margaret Qualley (“C’era una volta a… Hollywood!”) e un'impeccabile Sigourney Weaver.

 

«Stavo curiosando in una libreria e ho preso in mano la biografia di Joanna, attirato dal titolo e dal fatto che l’autrice fosse una donna. Fino ad allora, avevo realizzato film con protagonisti maschili e stavo cercando un’idea per un personaggio centrale femminile. Leggendo il libro ho trovato la scrittura di Joanna commovente e al tempo stesso divertente nella descrizione dei dettagli. Potevo immedesimarmi in quel momento, pieno di incertezze, in cui dobbiamo decidere che cosa vogliamo fare della nostra vita, quando non siamo ancora completamente consapevoli dell’intera gamma delle nostre possibilità. Un momento in cui tutto è possibile ma anche in cui tutto sembra al di là della nostra portata.

Il libro affronta temi contrastanti, la contrapposizione fra letteratura e business, fra successo e privacy, fra il vecchio e il nuovo, fra l’amore e l’ambizione. È stata una vera sfida cercare di affrontare tutti questi argomenti senza appesantire la trama. Sono riuscito a farlo focalizzandomi sulla figura di Joanna, seguendo da vicino il suo personaggio e lasciando che i vari temi si sviluppassero sullo sfondo.

Al centro del suo viaggio ci sono tutti quegli ammiratori di Salinger che gli scrivono, in un disperato tentativo di creare un legame con lui. Il lavoro di Joanna è proteggere Salinger da queste persone, ma trova un modo molto personale di eseguire il compito che le è stato assegnato, e questo l’aiuterà a entrare in contatto con la vera se stessa».

(Philippe Falardeau)

Fino all’ultimo respiro

 

In occasione della Giornata Europea del Cinema d'Essai, Nuovofilmstudio presenta:

 

Fino all’ultimo respiro

(À bout de souffle)

di Jean-Luc Godard

con Jean Seberg, Jean-Paul Belmondo

Francia 1960, 90’

 

Edizione restaurata in lingua originale con sottotitoli in italiano

 

Ingresso aperto a tutti 5€ (6€ in prevendita)

 

dom 14 nov (15.00 - 21.00)

 

Michel Poiccard, giovane dal passato burrascoso, ruba un'automobile e fugge col proposito di recarsi in Italia. Inseguito da due agenti, ne uccide uno e, continuando la sua fuga, giunge a Parigi. Qui va in cerca di Patrizia, giovane americana di cui è innamorato e con cui vorrebbe condividere la sua vita spericolata. La ragazza però non ricambia il suo sentimento e continua a farsi corteggiare da un collega al giornale dove lavora. La polizia intanto fa delle indagini per scoprire l'assassino dell'agente e avendo accertato che si tratta di Michel, si dà da fare per catturarlo...

 

Era il 1960 quando uno dei registi che avrebbe scardinato la storia del cinema consegnava quello che sarebbe diventato un manifesto della Nouvelle Vague. Parigi, il centro del mondo. Godard dirige, Truffaut scrive. Belmondo/Poiccard, piccolo omicida, corre a perdifiato per sfuggire alla polizia e a cinquant’anni di cinema di papà; Jean Seberg vende l’“Herald Tribune” sugli Champs Elysées, s’innamora, lo tradisce: ‘déguelasse’. Poco budget, molto amore per il B-movie americano, sguardi in macchina, jump-cuts, l’euforizzante sensazione che tutto sta per ricominciare. Irripetibile, e forever young.

 

«"Fino all’ultimo respiro" appartiene, per sua natura, al genere di film in cui tutto è permesso. Qualsiasi cosa faccia la gente, tutto poteva essere inserito nel film. È proprio questa l’idea da cui ero partito. Pensavo: c’è già stato Bresson, è appena uscito Hiroshima, un certo tipo di cinema si è appena concluso, forse è finito, allora mettiamo il punto finale, facciamo vedere che tutto è permesso. Quello che volevo era partire da una storia convenzionale e rifare, ma diversamente, tutto il cinema che era già stato fatto».

(Jean-Luc Godard)

Mulholland Drive

 

di David Lynch

con Naomi Watts, Laura Elena Harring, Justin Theroux

USA 2001, 147’

 

Edizione restaurata in 4K della Cineteca di Bologna

 

Spettacoli in lingua originale con sottotitoli in italiano:

lun 15 nov (17.30)

mar 16 nov (20.30)

mer 17 nov (21.00)

 

Spettacoli doppiati:

lun 15 nov (20.30)

mar 16 nov (15.00)

mer 17 nov (17.30)

 

Mulholland Drive, famosa via di Hollywood. Improvvisamente un incidente stradale. Una ragazza mora, Rita, scampa alla morte ma perde completamente la memoria. Nel suo vagare si ritrova in casa della bionda Betty, attrice arrivata dall'Australia in cerca di gloria. Le due diventeranno amiche e complici nella ricerca della vera identità di Rita...

 

20 anni di un culto. 20 anni dopo la sua uscita, "Mulholland Drive" di David Lynch torna nel nuovo restauro in 4K realizzato da StudioCanal, distribuito dalla Cineteca di Bologna nell’ambito del progetto "Il Cinema Ritrovato. Al cinema". Film che ha lanciato Naomi Watts, indimenticabile al fianco di Laura Harring, "Mulholland Drive" è uno dei soli due titoli degli anni Duemila a essere entrato nella celebre classifica dei cento migliori film della storia del cinema stilata ogni dieci anni dalla rivista “Sight & Sound”. È una strada quanto mai accidentata quella lungo la quale Lynch conduce le protagoniste e gli spettatori: la sua Mulholland Drive costeggia le colline di Hollywood, fabbrica di sogni e d’incubi, e si perde nelle oscurità della notte e del mistero. Ogni logica narrativa sembra cancellarsi nel cinema di Lynch, scivolando lungo il crinale tra reale e onirico, tra noir e mélo, in un labirinto ipnotico e avvolgente che fa dell’enigmaticità il proprio fondamento. Nato, sulla scia dell’enorme successo di "Twin Peaks", come puntata pilota di una serie mai realizzata, il progetto di "Mulholland Drive" venne acquistato e prodotto da StudioCanal, che ora ne ha curato il restauro, con la supervisione dello stesso Lynch.

 

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