Cose belle06 gennaio 2022 14:44

Gifio: un artista e la sua Riviera

L'esposizione ad Albissola Marina, dal 7 al 31 gennaio

Gifio: un artista e la sua Riviera

Gino Fiore, nato a Napoli nel 1907, ma ligure di adozione, è nato in arte con lo pseudonimo di “Gifio”, su suggerimento di F.T. Marinetti che lo conobbe ed apprezzò nel 1933 alla Mostra Nazionale del Futurismo a Roma. 

Ha partecipato a un centinaio di mostre regionali, interregionali e nazionali come componente di un gruppo di artisti savonesi, dedicandosi per oltre 50 anni alla produzione di ceramiche artistiche albissolesi.  

Ha collaborato a riviste e giornali come illustratore: ”le Grandi Firme”, “Il Milione” e in varie pubblicazioni umoristiche locali della Liguria. 

Pittore d’istinto con una vasta esperienza in diverse e personali tecniche in continua evoluzione, si trova a suo agio sia nella pittura tradizionale, esprimendo una predilezione ai temi paesaggistici liguri, sia nella ricerca di nuovi mezzi espressivi e tecnici. 

Sua particolare esperienza è stata quella di “scultore” di cartapesta, per creare strutture e personaggi di carri carnevaleschi allegorici.  

Si è dedicato alla scultura in cemento con applicazioni all’edilizia moderna con creazioni originali destinate alle ambientazioni esterne ed interne.  

Secondo la diretta testimonianza di estimatori e amici, fu per lungo tratto della sua vita un autentico “bohémien”.  

Un uomo libero quindi, che ha professato il suo credo lontano da compromessi e da false convenzioni, tanto geloso della sua intimità artistica da preferire spesso ad una giusta autopromozione, il trincerarsi dietro lo schermo dell’ironia e del riserbo. 

I lunghi anni dedicati alla ceramica iniziano intorno al 1932 ad Albissola, piccolo centro turistico della riviera ligure che diventa agli inizi del XX secolo, luogo di incontro e laboratorio di sperimentazione per importanti artisti d'Avanguardia, italiani ed europei, attivi nel campo della ceramica. 

“Gifio” lavora e frequenta Tullio Mazzotti, brillante esponente del Movimento Futurista Italiano, che concentra attorno alla fabbrica di famiglia la fantasia e la vivacità di alcuni tra i più importanti artisti del tempo come Fortunato Depero, Prampolini, Munari e Ivos Pacetti. La cittadina ligure diventa, così, la “capitale ceramica d'Italia”, come scrive Filippo Tommaso Marinetti sulla Gazzetta del Popolo del 7 settembre 1938.  

Fece parte della corrente futurista, selezionato per la Mostra Nazionale del Futurismo (Roma 1933) e in quell’occasione “battezzato” con lo pseudonimo di “Gifio” da Marinetti che lo conobbe e apprezzò. 

La sua attività di ceramista d’arte fu intensa e si trasferì negli anni a seguire nello studio di Alassio dove l’artista si dedicò alla creazione di una ricca produzione di sculture e oggetti. 

L’artista scompare ad Alassio il 25 luglio 1992 all’età di 85 anni. 

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