Cose belle06 gennaio 2022 11:35

Un eroe

Al Nuovofilmstudio l'ultimo film del regista iraniano Asghar Farhadi, già due volte vincitore del Premio Oscar: con "Un eroe" ha vinto il Gran Premio della giuria al Festival di Cannes 2021

Un eroe

Un eroe

 

(A hero)
di Asghar Farhadi
con Amir Jadidi, Mohsen Tanabandeh, Fereshteh Sadrorafaii
Francia 2021, 127'

 

Gran Premio della giuria al Festival di Cannes 2021

 

gio 6 gen (15.30 - 18.00 - 21.00)
ven 7 gen (15.30 - 18.00 - 21.00)
sab 8 gen (15.30 - 18.00 - 21.00)
dom 9 gen (15.30 - 18.00 - 21.00)
lun 10 gen (15.30 - 18.00 - 21.00)
mar 11 gen (15.30 - 18.00 - 21.00)
mer 12 gen (15.30 - 18.00 - 21.00)

 

Shiraz. Rahim Soltani ha contratto un debito che non può onorare. Per questa ragione sconta da tre anni la pena in carcere. Separato dalla moglie, che gli ha lasciato la custodia del figlio, sogna un futuro con la nuova compagna che trova accidentalmente una borsa piena d'oro. Oro provvidenziale con cui 'rimborsare' il suo creditore. Rahim pensa di venderlo ma poi decide di restituirlo con un annuncio. La legittima proprietaria si presenta, l'oro è reso e il detenuto promosso al rango di eroe virtuoso dall'amministrazione penitenziaria che decide di cavalcare la notizia...

 

Dopo due esperienze internazionali, Asghar Farhadi (due volte Premio Oscar con "Una separazione" e "Il cliente"), torna nel suo paese e dimostra con "Un eroe" di sapere infilare come nessuno le derive della società iraniana, logorata dalla burocrazia, la diffidenza, la manipolazione.

 

«Mi è capitato spesso di leggere nei giornali storie come questa. Storie di persone comuni diventate improvvisamente famose per aver compiuto un gesto altruistico. "Un eroe" non trae spunto da uno specifico fatto di cronaca ma quando l'ho scritto avevo in mente questo genere di vicende. All'inizio avevo una vaga idea della storia, grazie agli eventi reali di cui avevo letto. Con il passare degli anni l'idea è diventata più chiara. Lavoro sempre nello stesso modo. Lo spunto nasce da un'immagine, una sensazione, una breve trama che si sviluppa nel tempo. Come nella vita reale, i miei personaggi presentano dimensioni diverse e in alcune circostanze alcune di queste prendono il sopravvento diventando più visibili. Si tratta di personalità “grigie”, non stereotipate o unidimensionali. Nella nostra vita di tutti i giorni, le persone hanno delle contraddizioni, presentano tendenze in conflitto tra loro e sono internamente tormentate quando devono prendere una decisione. Ognuno di noi ha le proprie ragioni per agire come agisce, perfino quando non ne siamo consapevoli. Se chiedessimo a chiunque di elencarle non riuscirebbe a farlo. Spesso sono anche contraddittorie. Nella vita reale le persone possono metterci anni a capire le ragioni delle proprie azioni perché sono profondamente incorporate nel loro passato. Inoltre vorrei chiarire che non credo che tutte le azioni siano giustificabili. Non si tratta di legittimare, ma di comprendere. Comprendere non vuol dire legittimare. Conoscendo le ragioni che hanno spinto qualcuno ad agire in un certo modo può aiutarci a capire quella persona pur senza prendere le sue parti».
(Asghar Farhadi)

com

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