Cose belle19 settembre 2019 07:17

Nuovofilmstudio: il programma della settimana

In programmazione "Burning - L'amore brucia", "Nureyev - the white crow" e "Attacco a Mumbai - Una vera storia di coraggio"

Nuovofilmstudio: il programma della settimana

Questo fine settimana Nuovofilmstudio presenta "Burning - L'amore brucia": dopo i capolavori "Poetry" e "Oasis", il regista sudcoreano Lee Chang-dong torna sul grande schermo con un mistery-thriller sospeso tra poesia e tensione drammatica, ispirato al racconto "Granai incendiati" di Murakami.

In programmazione martedì 24 e mercoledì 25 settembre "Nureyev - the white crow": alla sua terza regia l'attore e regista britannico Ralph Fiennes mette in scena la sua passione per il balletto attraverso una leggenda come Rudolf Nureyev, concentrandosi sugli anni della formazione fino alla richiesta di asilo in Francia in occasione del primo tour internazionale. A fianco dello stesso Fiennes, a interpretare credibilmente Nureyev è il giovane ballerino ucraino Oleg Ivenko.

Sempre martedì 24 e mercoledì 25 settembre, la sala propone "Attacco a Mumbai - Una vera storia di coraggio": Anthony Maras racconta l'attacco terroristico all'Hotel Taj, simbolo di multiculturalismo e capacità dell'India di accogliere la clientela internazionale, attraverso un film d'azione teso al punto giusto, che riesce allo stesso tempo a far riflettere sul fondamentalismo e le sue conseguenze. Tra i protagonisti Dev Patel (interprete di "The Millionaire") e Armie Hammer ("The Social Network", "Chiamami col tuo nome").
Le prime visioni del weekend sono aperte anche ai non tesserati, i prezzi dei biglietti sono 6 euro per i soci ordinari, 5 euro per i soci sostenitori e 9 euro per i non tesserati. In attesa dell'arrivo della nuova tessera 2019/2020, fino alla fine di settembre è possibile ai non tesserati entrare anche agli spettacoli infrasettimanali al prezzo di 9 euro.


ven 20 settembre (18.00 - 21.15)
sab 21 settembre (17.30 - 21.00)
dom 22 settembre (15.00 - 18.00 - 21.00)
lun 23 settembre (15.00 - 18.00 - 21.00)

Burning - L'amore brucia
(Beoning)
di Lee Chang-dong
con Yoo Ah-In, Steven Yeun, Jong-seo Jun
Corea del Sud 2018, 148'

Jongsu, un giovane fattorino con aspirazioni letterarie, incontra Haemi facendo una consegna. I due iniziano a frequentarsi e la ragazza, prima di affrontare un viaggio in Africa, gli chiede di occuparsi del suo gatto. Jongsu accetta, ma quando Haemi ritorna non è più da sola: ha conosciuto Ben, tanto ricco quanto misterioso, e ora sta per conoscerlo anche lui. Niente sarà più come prima.

Lee Chang-dong è uno dei registi più apprezzati degli ultimi decenni. Capolavori come "Oasis" e "Poetry" hanno rappresentato spesso il meglio di festival internazionali e questa sua nuova opera non fa eccezione. Liberamente ispirato al racconto breve di Haruki Murakami "Granai incendiati", "Burning" deriva da uno spostamento fra il Giappone di Murakami e la Corea del Sud di Chang-dong, che ha saputo trasformare quelle poche pagine in un grande "romanzo cinematografico". Un bruciante mistery-thriller dell'anima che scava dentro le ombre di uno strano triangolo (amoroso?). «Dopo aver letto il racconto di Murakami», dice Chang-dong, «non ho potuto fare altro che pensare a quanto di fortemente cinematografico c'era nell'aria misteriosa di quella storia. Il mondo in cui viviamo, del resto, è diventato misterioso: noi sentiamo che qualcosa non va, sotto la superficie sofisticata e funzionante della modernità, ma il mondo non è in grado di spiegarci cosa. Sembra quasi di trovarsi di fronte a un gigantesco puzzle e le persone, indipendentemente dalla nazionalità, dalla religione o dallo status sociale, sono piene di rabbia. I giovani, soprattutto. Non trovano risposte nel presente e non riescono a identificare un obiettivo su cui concentrare la propria rabbia, sentendosi impotenti». L'aspetto più affascinante di "Burning" risiede nell'atmosfera quasi ipnotica che il regista sudcoreano riesce a conferirgli sfruttando la fotografia di Hong Kyung-Pyo ("Snowpiercer") e le musiche del compositore Mowg. Le opere di Lee Chang-dong sono costantemente sospese tra poesia e cinema di genere. "Burning" ne è forse l'esempio più splendente: apparentemente thriller dalle atmosfere rarefatte, in realtà uno straordinario sguardo sul "mistero della vita".

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=UC3UJ3QLOE0


mar 24 settembre 15.30 - 21.15
mer 25 settembre 18.00

Nureyev - the white crow
di Ralph Fiennes
con Oleg Ivenko, Adèle Exarchopoulos, Ralph Fiennes
Gran Bretagna 2018, 122'

Ballerino intrepido e fuori da ogni schema, Rudolf Nureyev cresce in tecnica e splendore. Avido di conoscenza, la tournée del 1961 a Parigi è la risposta ai suoi desideri e al bisogno di conoscere più da vicino la cultura e il balletto occidentali. Le lezioni di inglese prese in Russia gli permettono di avvicinare i ballerini dell'Opéra, di comunicare con loro e di condividere i rispettivi punti di vista sulla danza e sul mondo. Incontenibile e ribelle, Nureyev sfora gli orari della "ricreazione" e si attira i sospetti del KGB, che lo marca stretto. Le intemperanze hanno conseguenze drammatiche, il ballerino non andrà a Londra con la compagnia e dovrà essere immediatamente rimpatriato. Chiedendo asilo alla Francia, Nureyev sarà finalmente libero di danzare e di costruire la sua leggenda...

Alla sua terza regia Ralph Fiennes mette in scena la sua passione per il balletto attraverso una leggenda come Rudolf Nureyev, concentrandosi sugli anni della formazione fino alla richiesta di asilo in Francia, nel 1961, in occasione del primo tour internazionale. Impresa non facile quella di raccontare non solo quello che è stato uno dei ballerini classici più talentuosi e celebri di tutti i tempi, ma anche una personalità difficile e straripante di fascino ed energia. "Nureyev - the white crow",  ispirato al libro di Julie Kavanagh, non è tanto un film sulla danza, quanto un film sulla crescita del protagonista come ballerino, guidato nei primi anni dal miglior insegnante dell'epoca, Alexander Pushkin, interpretato dallo stesso Fiennes. Lo straordinario attore e regista britannico convince ancora una volta con un personaggio levigato, immobile, seducente soprattutto nelle situazioni difficili, mentre il giovane e fiero ballerino ucraino Oleg Ivenko interpreta credibilmente la silhouette celeste di Nureyev. Fiennes accompagna al centro del palcoscenico un artista impulsivo, un uomo del suo tempo che privilegiò un'arte che non era più del suo tempo, che amava tutti i pericoli e li cercava, per dominarli e trionfare. Dissidente, rivoluzionario, étoile del "mondo libero" o semplicemente ballerino? Fiennes non si pone necessariamente la questione. Il suo è un film d'amore che riesce a catturare l'anima ribelle e anticonformista di un'icona indiscussa della danza mondiale.

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=BzF9UwMWPzA


mar 24 settembre 18.00
mer 25 settembre 15.30 - 21.15

Attacco a Mumbai - Una vera storia di coraggio
(Hotel Mumbai)
di Anthony Maras
con Dev Patel, Armie Hammer, Nazanin Boniadi
Australia 2018, 110'

Nel 2008, un gruppo di terroristi mette in atto una serie di attentati in tutta Mumbai. Per tre giorni gli attentatori assediano anche il Taj Mahal Palace Hotel tenendo in ostaggio oltre 500 persone. Mentre il mondo è testimone impotente dell'attacco, il rinomato chef dell'hotel e un umile cameriere rischiano la vita per portare in salvo gli ospiti della struttura, una giovane coppia tenta disperatamente di proteggere il proprio bambino, mentre un freddo miliardario sembra interessato solo a salvare se stesso...

Raccontato da una varietà di punti vista, "Attacco a Mumbai - Una vera storia di coraggio" è un film d'azione teso al punto giusto, che riesce allo stesso tempo a far riflettere sul fondamentalismo e le sue conseguenze. Il regista Anthony Maras sceglie un approccio asciutto per la vicenda raccontata. La sua drammatizzazione dell'attacco terroristico all'Hotel Taj, eredità coloniale diventata simbolo di multiculturalismo e capacità dell'India di accogliere la clientela internazionale, possiede la forza espressiva del cinema che punta ai fatti come fulcro portante. L'azione dei terroristi così come la lotta per la sopravvivenza di ospiti e personale dell'hotel vengono messe in scena senza fronzoli o eccessive delineazioni psicologiche. Non ci sono eroi tra i personaggi, soltanto persone che adoperano il buon senso e la compassione per tentare di rimanere in vita. La sceneggiatura si dimostra coerente nel mantenere questo approccio, aiutando Maras a non scivolare nel melodramma a effetto. Il film ha un cast decisamente interessante. Su tutti spicca Dev Patel, il giovane protagonista di "The Millionaire" di Danny Boyle. Qui è un cameriere maturo, con la barba e quel turbante sikh che è una delle chiavi della storia. Poi c'è Armie Hammer, che ha dimostrato di sapersi districare in ruoli diversi tra loro ("The Social Network", "Chiamami col tuo nome"), e qui veste i panni di un padre e marito sensibile. "Attacco a Mumbai" è sicuramente uno dei film di genere meglio diretti degli ultimi anni e riesce ad avvicinare il pubblico a personaggi di culture diverse, facendolo empatizzare con i coraggiosi protagonisti, obiettivi della volontà omicida di uomini descritti in tutta la loro stupidità e oscena banalità di manichini guidati da mani invisibili.

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=wxisaDucWTs

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