Cultura20 maggio 2020 17:30

Come cambierà: l'intervista inedita al Dott. Armando Ciriello, psichiatra

Una crisi suscettibile di trasformazioni positive nel presente e nel futuro

Come cambierà: l'intervista inedita al Dott. Armando Ciriello, psichiatra

Siamo al terzo appuntamento con lo spazio di approfondimento dedicato al tema dei cambiamenti legati all’emergenza covid-19. Il primo ospite è stato un avvocato, Giuseppe Colucci, il secondo un esponente del mondo della cultura e dello spettacolo, Angelo Giacobbe.

Abbiamo dunque pensato di chiedere un parere e un punto di vista a un rappresentante dell’altra sfera fondamentale della persona, della vita, oltre a quella del corpo: la psiche.

A raccontarci “come cambierà” (o meglio, come sta già cambiando) oggi è Armando Ciriello, psichiatra, psicoanalista di gruppo e psicoterapeuta individuale. Il dottor Ciriello, prima di entrare nel vivo del suo intervento, sottolinea come il piano italiano anti-pandemia sia fermo almeno al 2006. Non è stato affatto revisionato e adattato alle nuove emergenze; l’epidemia di Sars Covid-1 del 2002 e quella di Mers del 2012 lasciavano già presagire una pandemia, ma il nostro Paese non si è attrezzato come altri.

Opportunamente ricorda infatti i casi della Corea e della Russia, dove grazie a una adeguata profilassi, che consiste principalmente e tempestivamente negli screening di massa, il tasso di letalità del covid-19 sia stato decisamente più contenuto.

Questi interventi hanno permesso di spegnere subito i focolai (come avvenuto anche nel comune di Vo’ in Veneto, grazie al virologo Andrea Crisanti). «Siamo in ritardo di almeno vent’anni», afferma il dottor Ciriello.

E a questo punto parla del lockdown, o isolamento, o quarantena che dir si voglia, sotto il profilo clinico. Se ciò ha permesso di difendere la salute pubblica in uno stato di emergenza, ha tuttavia creato un’emergenza economica e, aspetto tutt’altro che secondario, un’emergenza «psicosociale».

L’isolamento, per gli esseri umani, per essenza portati alla «trama sociale», alla comunicazione, al non distanziamento-distaccamento, può provocare «un impoverimento delle capacità critiche del pensiero». Si sofferma poi su due tipi di effetti legati all’isolamento. I primi, riscontrabili durante l’isolamento stesso, e gli altri appena successivi al suo termine.

Tra i primi, innanzitutto il panico, vero e proprio terrore di massa di aver contratto la malattia, nonché sintomi depressivi o riacutizzazione di patologie pre-esistenti.

Tra i secondi, riscontrati o riscontrabili dopo la quarantena, una delle sindromi psicosociali più comuni è secondo lui quella legata al «disadattamento cronico», allo stress, nonché alla «sindrome post traumatica da stress» (Freud, tra i tanti, ne ha scritto pagine ancora oggi illuminanti). La testimonianza del dottor Ciriello, nonostante la lucidità e il realismo, lascia aperta una speranza. Ciò che stiamo vivendo è un evento catastrofico, una situazione «cataclismatica» (o «estrema», per dirla con Susan Sontag).

E come tutte, produrrà «una crisi, una rottura suscettibile di trasformazioni positive». Il filosofo e storico statunitense Thomas Kuhn affermava che quando la cosiddetta «scienza normale» entra in crisi, a causa di una serie di «anomalie», si arriva per forza a una «crisi rivoluzionaria», che comporta l’abbandono del vecchio «paradigma».

Si può accettare il nuovo solo se le comunità scientifiche sono in grado di operare una sorta di «conversione» (termine per cui venne tacciato di irrazionalismo e misticismo, con il quale l’epistemologo in realtà intendeva una seria e coerente revisione delle teorie precedenti).

Saremo in grado, tutti noi, di superare la crisi, di rivedere le “teorie”, sotto ogni punto di vista, rimanendo, prima ancora che scienziati, esseri umani?

L'intervento audio del Dott. Armando Ciriello lo si può ascoltare cliccando qui sotto

 

Il dottor Armando Ciriello è specialista in Psichiatria, Docente e Socio Ordinario dell’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo.

Ha lavorato dal 1993 al 2000 presso le ASL territoriali di Napoli e dal 2000 al 2017 presso il Dipartimento di Psichiatria di Savona (dove risiede), in qualità di Dirigente medico psichiatra. Ha dato vita a molteplici attività culturali e formative per psicologi e psichiatri di Savona, con una intensa produzione di articoli scientifici. Nel corso del 2020, con la piattaforma Youtube in Smartworking, ha svolto docenze per un Master di Psicopatologia dell’adolescenza, rivolto a psicologi e medici in formazione. 

https://www.youtube.com/watch?v=CfGxBlpz9Vg&feature=share&fbclid=IwAR2sxyY5oo35U6ZoXHhGgDiJcLSojUmBGU72_84jKxg776WIMHmxOm7qQlw

 

Ricordiamo che l’idea dello spazio “come cambierà” nasce dal video 9 del progetto IO RESTO ANCORA A CASA - ASPETTANDO, per la regia di Mario Molinari e l’adesione di Achille Lauro, che era dedicato al tema del lavoro: https://youtu.be/myRFTTG9N8s

(di cui oggi scrive il Professor Yvan Leclerc nel “Bulletin Flaubert” di maggio diffuso dal Centre Flaubert - Université de Rouen: https://flaubert.univ-rouen.fr/)

 

 

 

 

 

 

 

Chiara Pasetti

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