News10 ottobre 2020 16:16

Marco Russo sindaco? "Il mio progetto un'occasione per Savona"

Se il ruolo insostituibile dei partiti è un dato di fatto, lo è anche la necessità di un rinnovamento profondo del modo di fare e di intendere la politica. Un’occasione per i cittadini, ma anche per i partiti

Marco Russo sindaco? "Il mio progetto un'occasione per Savona"

“Io sono un uomo di centrosinistra, e sono culturalmente convinto della funzione dei partiti. Che però devono sapersi evolvere, perché scontano una fase di crisi molto delicata e per questo occorre mettere in campo strumenti politici innovativi.

Il Patto che propongo è esattamente questo: si rivolge al mondo del centrosinistra ma vuole aggregare quelle parti di città che, indipendentemente dalle appartenenze, accettano di scommettere su un progetto di ampio respiro per Savona.”

Inizia così il nostro colloquio con l’avvocato Russo, che pochi giorni fa ha ufficializzato la propria volontà di candidarsi a Sindaco della città. 

Tante e tante volte, un quinquennio dopo l’altro, il nome di Marco Russo è apparso sui giornali come possibile primo cittadino, senza mai concretizzarsi in una candidatura. 

Questa volta però le cose sono cambiate: la candidatura è realtà. Gli chiediamo perché.

“Con il Laboratorio sono cinque anni che ci riuniamo, ci confrontiamo e portiamo avanti iniziative sulla politica locale e non solo. Sempre più ci siamo occupati dei temi della nostra città, dove si riversano problemi locali ma anche temi più generali che incidono in tutta Italia”.

Pensiamo al disagio sociale, alle povertà vecchie e nuove, alla solitudine, ai temi dell’immigrazione.

“Oggi più che mai l’impegno politico nelle città deve essere di ampio respiro, e noi dobbiamo iniziare a occuparci di Savona a partire dalla presa d’atto di una città smarrita: di una crisi che non è non contingente ma profonda, la crisi d’identità di una città che ha bisogno di essere rilanciata. Il nostro lavoro di questi anni è sfociato nella proposta del Patto, che è quella che mi ha convinto a candidarmi. La mia candidatura è funzionale a questo progetto.” 

Un progetto che è più del solito programma elettorale / libro dei sogni stilato da poche penne convinte di detener la verità assoluta: una proposta ampia e articolata che vuol dare alla città un futuro, con il contributo determinante dei suoi abitanti.

Il Decimonono stamattina titola: “le segreterie PD fermano Russo, non esprime le nostre scelte”.

“Siccome la nostra proposta è innovativa, sarà più faticoso farla passare: sono difficoltà che metto in conto. Ma iniziare la discussione dalle alleanze significa prender la questione dalla parte sbagliata. Noi vogliamo partire da un progetto, e intorno a quello creare un’aggregazione, perché se il tema è restituire un’identità alla città allora la città deve essere coinvolta nel modo più ampio possibile.

Capisco tempi e modi, ma auspico che i partiti sappiamo cogliere l’opportunità che questo patto offre a loro e soprattutto alla città. La formula che proponiamo è un’occasione per svolgere un ruolo importante nel progetto”.

Un progetto insomma di impronta indiscutibilmente civica che però non lavora contro i partiti, ma anzi offre loro l’occasione di diventare protagonisti.

La comunità, la cultura, lo sviluppo sostenibile e la città strategica. Come intende declinare concretamente i quattro punti chiave che ha individuato per lo sviluppo della città?

“Abbiamo realizzato non dei tavoli di lavoro, ma dei gruppi di ricerca costituiti da persone che si stanno confrontando con tutti gli attori della città. 

Il nostro progetto deve essere caratterizzato da serietà e fattibilità, quindi stiamo già studiando le risorse disponibili e quelle attivabili. Perché certo è importante il tema del reperimento di risorse, ma prima dobbiamo avere le idee chiare su quel che è necessario fare”. 

E a Savona c’è molto di necessario:

“C’è un problema di qualità urbana: rifiuti, mobilità, decoro, verde pubblico - che significa sì parco urbano, ma è anche un modo per restituire decoro alla città, che per essere attrattiva deve essere bella, e questo è anche un tema di giustizia sociale. La città quando è bella è bella per tutti, a prescindere dalle condizioni individuali. 

C’è tema fondamentale dei quartieri, ai quali occorre restituire il loro ruolo di luoghi di aggregazione sociale. Il decentramento non è più possibile, ma è necessaria una interlocuzione continua con l’amministrazione. 

C’è poi il tema del commercio cittadino, che soffre una grave crisi e ha due risvolti immediati: quello turistico, del contributo alla vitalità urbana  e la valenza, importantissima, di presidio territoriale: dove il commercio vive, si instaurano nuove relazioni sociali e più sicurezza.”

Il Campus universitario, poi, è una grande opportunità che la città non ha mai colto appieno: “che il nuovo Rettore sia sensibile al rapporto tra università e territori” osserva Russo “è un’occasione per creare finalmente una sinergia vera tra campus e città: il campus è un luogo di giovani, di conoscenza, di innovazione e di incubazione d’impresa. La città deve saper fare in modo che questi quattro elementi diventino un patrimonio per Savona, risolvendo innanzitutto il problema logistico degli spostamenti e degli alloggi per gli studenti.”

L’intenzione, anche in questo caso, è costruire soluzioni concrete da elaborare insieme a tutte le parti interessate.

Altro tema vitale per Savona è quello del Porto: “il rapporto attuale potremmo definirlo di indifferenza conflittuale, ma il porto è una risorsa per la città e occorre trovare una nuova alleanza che tenga conto dei nodi fondamentali: la ricaduta economica, la compatibilità ambientale e le infrastrutture.

Un esempio tra tutti della necessità di tale alleanza: la progettazione di elettrificazione delle banchine, che deve vedere una sinergia stretta tra città e porto.”

Il nostro progetto per la città, continua Russo, deve avere un respiro comprensoriale: molti temi che riguardano Savona hanno infatti una rilevanza comprensoriale - il porto, le infrastrutture, il turismo. La relazione che si saprà instaurare con altri comuni e con le competenze sovracomunali (Autorità portuale, Camera di Commercio, Università per citare alcuni esempi) sarà un fattore strategico anche per il destino delle aree di crisi complessa. 

Un’altra sfida importante sarà quella incentrata sui temi della cultura e della comunità: sarà necessario un collegamento tra tutte le iniziative culturali includendo quelle formative e scolastiche, in modo che ciò che accade diventi davvero patrimonio comune. 

Si dovranno aumentare i luoghi di spettacolo e investire molto non solo economicamente ma progettualmente: pensiamo alla vicina Albissola Marina, col Museo diffuso, Casa Jorn. 

Riattivare l’attività culturale della città può essere il fulcro della costituzione di una comunità, con una progettualità molto approfondita sul Welfare: bisogna infatti mettere a punto un modello che risponda ai tempi attuali, dove alla crisi sanitaria dalla quale ancora non siamo usciti sta seguendo una grave crisi economica .

Altri punti forti del progetto sono una nuova attenzione al mondo dello sport inteso come socialità e crescita e la cura dei luoghi simbolici di Savona: il teatro civico, l’ospedale, la biblioteca che deve uscire dalla marginalità per tornare in centro, nel cuore della città. Poi i contenitori storici, ora in grande sofferenza (pensiamo a Palazzo Santa Chiara) che sono veri e propri luoghi di identità civile e il cui ripristino riattiverà un senso di appartenenza. 

Sarà poi vitale, soprattutto in tempi di restrizioni sanitarie, sfruttare al meglio gli spazi all’aperto di una città mediterranea, con un buon clima, come il Prolungamento.”

E se i cittadini chiedono partecipazione concreta, questo non spaventa: “credo fermamente in un ritorno alla politica che parta da una visione: la domanda di concretezza a volte deriva da una sfiducia, dal timore che si tratti sempre di parole vane. Invece noi abbiamo ben chiare le chiavi di lettura di questa città e stiamo organizzando dei percorsi anche sui social (un canale Telegram e la nascitura pagina Facebook del Patto) per metterle a punto col contributo di chi vorrà partecipare”.

Un’ultima annotazione che ci sembra importante restituire ai Lettori di questo primo incontro: l’avvocato Russo pensa prima di parlare.

Un’attitudine che potrebbe sembrare penalizzante, in epoca di tweet e di dibattiti che prevedono risposte da trenta secondi.

Ma nessun problema di Savona né di nessun’altra città si risolve in trenta secondi, e neppure in un minuto. 

La vera valenza delle campagne a colpi di slogan si è purtroppo concretata, a Savona, in questi ultimi cinque anni: “a scaffale”, s’intende.

Giovanna Servettaz

Ti potrebbero interessare anche: