Cose Belle19 marzo 2026 15:19

Cinema, teatro, musica

La settimana alle Officine Solimano

Cinema, teatro, musica

cinema NUOVOFILMSTUDIO
ven 20 mar (15.30 - 18.00 ita) (21.00 vos)
sab 21 mar (15.30 - 18.00 - 21.00 ita)
dom 22 mar (15.30 - 18.00 - 21.00 ita)
lun 23 mar (15.30 - 18.00 - 21.00 ita)

LA TORTA DEL PRESIDENTE
di Hasan Hadi
con Baneen Ahmed Nayyef, Sajad Mohamad Qasem, Waheed Thabet Khreibat
Iraq 2025, 106'

Mentre la popolazione dell'Iraq degli anni '90 lotta per sopravvivere alla guerra e alla carestia, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio preparare una torta per festeggiare il compleanno del Presidente Saddam Hussein. Nonostante le sue preghiere di non essere scelta, la piccola Lamia di 9 anni viene sorteggiata per questo ‘prestigioso’ compito. Giunta in città con la nonna, sfuggirà al suo controllo per cercare gli ingredienti necessari per la torta. Insieme al suo amico Saeed e al suo gallo andrà incontro a una serie di peripezie a volte avventurose a volte pericolose, ma anche buffe. Riuscirà nel suo intento?

Toccante esordio di Hasan Hadi, vincitore della Caméra d'Or e del Premio del Pubblico allo scorso Festival di Cannes e candidato a rappresentare l’Iraq agli Oscar 2026, "La torta del Presidente" è un'avventura dolceamara che regala uno spaccato della popolazione irachena degli anni 90, attraverso gli occhi dei più piccoli.
«La storia nasce dai miei ricordi d’infanzia. Io sono cresciuto in Iraq durante il regime di Saddam. Ogni anno, il nostro insegnante entrava in classe con una ciotola, ci chiedeva di scrivere i nostri nomi su un foglietto e di metterceli dentro. Poi estraeva a sorte il nome dello studente che avrebbe dovuto preparare la torta di compleanno del Presidente e di chi avrebbe dovuto portare altre cose come frutta, decorazioni, prodotti per la pulizia e fiori. Un anno fui io a dovermi occupare dei fiori. Ho ancora la foto di me con i fiori in mano da qualche parte nel mio studio e ricordo il sollievo della mia famiglia all’idea che dovessi portare solo dei fiori. Naturalmente, all’epoca, le sanzioni avevano reso la corruzione così diffusa che era possibile sfuggire al sorteggio offrendo qualche servizio sottobanco all’insegnante, come riparargli la bicicletta o tagliargli i capelli. Ma se per qualche motivo non lo facevi, le possibilità di non essere scelto erano scarse. Per il mio primo lungometraggio volevo affrontare un argomento, un mondo, un tema e dei personaggi che mi fossero familiari. Ero determinato a trasformare i miei ricordi in un film su quel periodo in Iraq, volevo descrivere la realtà quotidiana della gente ma soprattutto celebrare il potere dell’amore e dell’amicizia. Non mi interessa realizzare film che “fanno la morale” o che diventano strumenti di propaganda per i politici. Certo l’argomento si presta bene a una lettura in chiave politica, ma non è questo che ho fatto né mi interessa fare. Quello che mi interessa sono le emozioni più autentiche, le lotte quotidiane, i rapporti umani e le storie. Poi, ovviamente, sono consapevole che nel film c’è un po’ di politica, ma era inevitabile. Mi premeva anche rappresentare come “eroi” le persone comuni invece che i soldati iracheni in guerra, come avviene di solito nei film sull’Iraq». (Hasan Hadi)

Trailer: https://youtu.be/0TqxlC0RrV4


dom 22 marzo (10.00 - ingresso libero con colazione condivisa)

Abitare poeticamente - II edizione 
Pratiche di rigenerazione urbana e partecipazione comunitaria 

HIROSHIMA MON AMOUR 
di Alain Resnais
Francia 1959, 91' 
con Emmanuelle Riva, Eiji Okada

Un capolavoro cinematografico che intreccia passione e memoria. Un’incantevole esplorazione del desiderio e del dolore. Il soggetto e la sceneggiatura del film sono della scrittrice Marguerite Duras. In una città segnata dalla devastazione atomica, un'attrice francese e un architetto giapponese vivono un'intensa e fugace storia d'amore. La loro passione brucia tra le rovine, mescolando ricordi struggenti e segreti inconfessabili. Le loro conversazioni rivelano ferite profonde, legate alle cicatrici della guerra e ai fantasmi del passato. 

Abitare poeticamente: a cura di Après la nuit _ Spazio Selvatico 
«[...] si tratta solo di un modo umano di abitare il mondo. Perché dire abitare poeticamente il mondo o abitare umanamente il mondo, in fondo, è la stessa cosa». (C. Bobin) 
A partire dalle suggestioni del testo di Bobin Abitare poeticamente il mondo, il festival torna a Savona dal 20 al 22 marzo con tre giornate di pratiche condivise, incontri e laboratori, spettacoli, attraversamenti urbani. Abitare poeticamente è un festival partecipativo: uno spazio di co-progettazione e confronto che mette in relazione artistə, cittadinə, studentə, istituzioni culturali e realtà del territorio, attivando processi di rigenerazione urbana attraverso l’arte, la cura e l’ascolto. Il programma si articola in attività interdisciplinari, laboratori, performance, talk e momenti conviviali, costruiti in collaborazione con un’ampia rete di partner cittadini e rivolti a un pubblico eterogeneo.


mar 24 mar (15.30 - 21.00)
mer 25 mar (18.00)

PRIMAVERA
di Damiano Michieletto
con Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi
Italia/Francia 2025, 110'

Primi del Settecento. L'Ospedale della Pietà è il più grande orfanotrofio di Venezia, ma è anche un'istituzione che avvia le orfane più brillanti allo studio della musica. La sua orchestra è una delle più apprezzate al mondo. Cecilia ha vent'anni, vive da sempre alla Pietà ed è una straordinaria violinista. L'arte ha dischiuso la sua mente ma non le porte dell'orfanotrofio; può esibirsi solo lì dentro, dietro una grata, per ricchi mecenati. Questo fino a che un vento di primavera scuote improvvisamente la sua vita. Tutto cambia con l'arrivo del nuovo insegnante di violino. Il suo nome è Antonio Vivaldi.

Film di esordio di Damiano Michieletto, regista teatrale affermato in Italia e in Europa per la messa in scena di opere liriche, che avvicina le figure di Antonio Vivaldi e di Cecilia creando fra di loro una comunicazione musicale irresistibile.
«In questi anni ho sempre raccontato storie con la musica, anche questa lo è. Tutto passa attraverso lo sguardo di Cecilia, che non è mai uscita dall’orfanotrofio. La Pietà è un microcosmo claustrofobico, un conservatorio dove le ragazze devono essere conservate. Il titolo del film gioca ovviamente sul concerto di Vivaldi, ma si riferisce soprattutto a ciò che si smuove dentro la protagonista: la scoperta della natura innesca conseguenze inaspettate. Perché Cecilia si illude di essere libera, si sente manipolata, costretta a sottostare alle decisioni altrui. Vivaldi è un’anima inquieta, affetta da una malattia interiore. Cerca di dare un senso alla sua arte, è consapevole di possedere un talento ma non si sente riconosciuto, ha bisogno di trovare una voce che giustifichi l’atto creativo. Un uomo sfortunato: morto in miseria, seppellito in una fossa comune, dimenticato da tutti, riscoperto per caso due secoli dopo». (Damiano Michieletto)

Trailer: https://youtu.be/Ny19a7DnduQ


mar 24 mar (18.00 ita)
mer 25 mar (15.15 ita) (21.00 vos)

QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO
(One flew over the cuckoo's nest)
di Miloš Forman
con Jack Nicholson, Louise Fletcher, William Redfield
USA 1975, 133'

Stati Uniti, 1963. Per sfuggire ai lavori forzati dopo una condanna per violenza sessuale, il pregiudicato Randle Patrick McMurphy si finge malato di mente e viene trasferito in un ospedale psichiatrico di Salem, nell'Oregon. Il suo obiettivo è trascorrere una detenzione più confortevole, ma si scontra immediatamente con un sistema rigido e oppressivo gestito con pugno di ferro dalla gelida infermiera Ratched...

"Qualcuno volò sul nido del cuculo" di Miloš Forman rappresenta una pietra miliare della New Hollywood, trasformando il romanzo di Ken Kesey in una potente metafora politica. Nonostante un budget inizialmente ridotto e i contrasti legali con l'autore (furioso per l'esclusione del Grande Capo Bromden come narratore), il film trova la sua forza nell'interpretazione anarchica di Jack Nicholson. Forman, fuggito dal regime cecoslovacco, traspone la sua esperienza personale nel microcosmo del manicomio di Salem: l’ospedale non è più un luogo di cura, ma un regime totalitario che annulla l'individualità attraverso regole ferree e una burocrazia asfissiante. Il cuore drammatico risiede nel duello tra l'irriverente McMurphy e la glaciale infermiera Ratched. Se nel libro lei è un mostro grottesco, Forman la trasforma in una figura dal volto angelico e calmo, rendendo il suo potere ancora più sinistro e implacabile. Attraverso una regia quasi documentaristica, il film mostra come il protagonista tenti di risvegliare l'umanità dei degenti — da Billy a Martini — contrapponendo una "terapia della libertà" (la gita in barca, la partita di baseball immaginata) ai metodi repressivi della clinica. Il finale, tragico ma nobile, sancisce la distruzione fisica del ribelle, ma anche la sua vittoria morale: il sacrificio di McMurphy permette infine al Grande Capo di spezzare le catene e riconquistare la libertà, dimostrando che nessun sistema, per quanto perfetto, può sopprimere totalmente lo spirito umano.

https://youtu.be/zk_dokcf0nY


gio 26 mar (21.00 - soci sostenitori 5€; soci ordinari 6€; non soci 7€)
Searching for Amani / Alla ricerca della pace 

La proiezione è realizzata in collaborazione con il FESCAAAL di Milano. Giunto alla 35ª edizione, il Festival del cinema africano, d’Asia e d’America Latina promuove e approfondisce le cinematografie, le realtà e le culture dei tre continenti. La visione condivisa di questi film, selezionati per le loro qualità artistiche e la rilevanza sociale, rappresenta un’occasione preziosa di entrare in dialogo con soggettività, prospettive, stili, lingue, ritmi, musiche ed estetiche raramente visibili nei circuiti distributivi classici. Un invito ad aprirsi ad una pluralità di narrazioni e ad orizzonti culturali più vasti e consapevoli. 

SEARCHING FOR AMANI 
di Debra Aroko, Nicole Gormley
USA/Kenya 2024, 80’ 
In inglese e swahili con sottotitoli in italiano 
Introduce la serata Daniela Ricci 

Nel cuore della riserva naturale Lapikia, in Kenya, Simon Ali è sconvolto dalla misteriosa morte del padre. A soli 13 anni, armato della sua videocamera e del sogno di diventare giornalista, parte alla ricerca della verità. Nel suo cammino scopre la dura realtà della siccità e delle guerre alimentate dal riscaldamento globale. Eppure, nonostante tutto, la sua forza e la sua speranza colpiscono Debra Aroko e Nicole Gormley, due giovani registe, che scelgono di accompagnarlo nel suo percorso di crescita e scoperta di sé. Per circa cinque anni filmano le sue peripezie con l’amico Haron, documentando un mondo che sta cambiando e la loro ricerca di modi innovativi per far fronte al cambiamento climatico. Insieme, Simon e Haron imparano, pongono domande, chiedono aiuto quando ne hanno bisogno e vanno oltre le risposte semplici per cercare ragioni più profonde. Rispettosamente condividono le proprie prospettive, onorando le loro differenze. Amani, “pace” in swahili, è stata l’ultima parola pronunciata dal padre prima di essere ucciso; ed è anche il desiderio più grande di Simon.
TEATRO DEI CATTIVI MAESTRI
Sabato 21 marzo h 20.30
I TEATRI DELLA MENTE – ANTIGONE
Di Teatro della Juta.
Da Sofocle – Adattamento e Regia Luca Zilovich – Ambienti sonori e olfattivi Vincenzo Ventriglia – con Martina Dal Piva, Clelia Gavazzi, Giulia Maino, Luca Zilovich.
I Teatri della Mente è un format di spettacoli sensoriali a cui gli spettatori (max 50 per replica) assistono bendati e seduti al centro dello spazio scenico mentre attrici e attori recitano in mezzo a loro.
Il pubblico, condotto in sala già bendato, riceve da subito i primi stimoli sensoriali. Una volta seduto sarà quindi trasportato nell’azione scenica dalla voce degli attori, dagli odori e dai paesaggi sonori che completano la drammaturgia delle scene.
Il terzo capitolo di questo format narra la vicenda di Antigone che, ribellandosi al potere, decide di dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice contro la volontà del re di Tebe, Creonte. Scoperta, Antigone viene condannata a vivere imprigionata in una grotta.
Lo spettacolo fa immergere gli spettatori in un viaggio emotivo che riflette le tensioni della società contemporanea. Il format nasce dal percorso di accessibilità al teatro intrapreso dalla Compagnia Teatro della Juta per mettere sullo stesso piano spettatori vedenti e non vedenti.
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BIGLIETTI Intero: € 15.

Ridotto soci Arci: € 12. Ridotto soci sostenitori Officine Solimano: € 11. Ridotto under 25, portatori di disabilità e allievi dei Cattivi Maestri: € 8. Ridotto per gli iscritti al FAI: € 12.
CARNET (nominativi, validi fino a maggio 2026): info su www.cattivimaestri.it.
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PRENOTAZIONI
Tel. 392 1665196, 349 2984973, 347 5860670 (WhatsApp, SMS, chiamata);
cattivimaestri@officinesolimano.it
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LINGUAGGIO performance sensoriale
ETÀ CONSIGLIATA dai 14 anni
DURATA 50′

Domenica 22 marzo h 17
COME CUCINARE UNO SMARTPHONE
Di Cabiria Teatro.
Di Maurizio Patella. Regia Elena Ferrari. Con Elena Ferrari e Mariano Arenella.

È sera. Una mamma affaccendata e un bambino solitario stanno leggendo il libro della preistoria, quando arriva l’ora di cena.

La mamma non sa cucinare, è negata, e come ogni sera si affida ai surgelati, comodi, semplici e veloci. Ma quella sera sono finiti. Che fare?

Pizzeria o cucinare? Questo è il più grande incubo di “mammina”, mentre per Ciccio, il suo bambino è un’occasione di divertimento, Provano allora con un libro: Ricette dal mondo. Ci provano, ma i risultati sono immangiabili. Provano con i biscotti della fortuna cinesi, magari saranno fortunati. Il piatto che salterà fuori sarà in realtà un passe-partout magico che catapulterà i due protagonisti all’interno dei due libri che stavano leggendo: lui finirà in quello della preistoria, lei in quello delle ricette.  Qui incontreranno fantastici personaggi che gli spiegheranno cosa effettivamente mancasse ai loro piatti: l’ingrediente segreto che darà una svolta ai loro pasti, ma soprattutto al loro modo di stare insieme.
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BIGLIETTI
Interi: bambini € 7, adulti € 9 / Ridotti soci Arci: bambini € 6, adulti soci Arci € 8 / Ridotti soci sostenitori Officine Solimano: bambini € 5, adulti soci Arci € 7 / Ridotto portatori di disabilità (adulti o bambini): € 3.

CARNET (nominativi, validi fino a maggio 2026): carnet 5 spettacoli (1 bambino e 1 adulto) € 70, soci Arci € 60.
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PRENOTAZIONI
Tel. 392 1665196, 349 2984973, 347 5860670 (WhatsApp, SMS, chiamata); cattivimaestri@officinesolimano.it
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LINGUAGGIO comico, grottesco, pupazzi
ETÀ CONSIGLIATA dai 6 anni
DURATA 60′
RAINDOGS HOUSE musica
Venerdì 20 marzo ore 22.00
ILL CONSIDERED
Apertura porte ore 21:00 – Inizio ore 22:00
ingresso 15e con tessera arci.
Domanda iscrizione – Biglietti On Line

https://youtu.be/BoDsxgDiS5c?si=g06zfIwAPN1MeEKe
https://youtu.be/I0niowfiESA?si=-XEDkNcYhlgLPGNP
https://youtu.be/c9nbG0bI9p8?si=IWRTxcOJIxnj6PMA
https://youtu.be/7Q_WO0eNSDA?si=RIXjnhqT5lDkoyb8
https://youtu.be/Wi-ZpBebSGk?si=f3UKAJvD75Lhe2PB

Sono un ensemble jazz dinamico e innovativo tra i più apprezzati nella scena del nuovo jazz londinese, noto per il suo approccio spontaneo e altamente improvvisativo alla musica.
“Furiosa inventiva improvvisativa su ritmi incredibilmente ballabili. Suonano un jazz trance-dance, spirituale, audace, tagliente e semplicemente fantastico!”
Downbeat Magazine

Ill Considered si formano nel 2017, il gruppo ha rapidamente ottenuto riconoscimenti per la sua capacità di creare paesaggi sonori profondamente suggestivi, fondendo elementi di jazz, rock e world music. La loro musica è caratterizzata da un’improvvisazione fluida, in cui le composizioni vengono spesso sviluppate sul momento, consentendo alla band di creare performance uniche e accattivanti per ogni pubblico.
La formazione di Ill Considered è composta dal sassofonista tenore Idris Rahman, dal batterista Emre Ramazanoglu e dal bassista Liran Donin, ognuno dei quali apporta una ricca esperienza proveniente da diversi background musicali. Insieme, esplorano i confini del jazz, creando una musica grezza, energica e ricca di profondità emotiva. Con una serie di album acclamati dalla critica e performance dal vivo in tutta Europa e oltre, gli Ill Considered si sono affermati come una delle voci di spicco della musica improvvisata contemporanea, attirando sia gli amanti del jazz che un pubblico più ampio.

Sabato 21 marzo ore 22.00
SKINNER
Apertura porte ore 21:00 – Inizio ore 22:00
ingresso 8e con tessera arci.
Domanda iscrizione – Biglietti On Line

https://youtu.be/36FcngHrrNw?si=gmX9hBmd8UtPUOOp
https://youtu.be/p-OyDFLBPPw?si=W6kBFMqUkZPcgTtH
https://youtu.be/XA0ldRXG0DY?si=56ig46XGClWmssvN
https://youtu.be/62ELfPiGCOs?si=75GDONSYq58vhSh4
https://youtu.be/bI91I2FRAj8?si=U2caA4wloru_ITNh

Il suo album di debutto, New Wave Vaudeville (uscito a gennaio 2025 per Faction Records), si ispira al leggendario spettacolo musicale e teatrale New Wave Vaudeville, un freak show di varietà che si teneva al Club 57 di New York tra il 1978 e il 1983. Il club era conosciuto per le sue performance d’arte libere e sregolate — una risposta sfrenata e provocatoria alla crescente commercializzazione della cultura di quegli anni — un’energia che il nostro riprende pienamente!

Skinner è Aaron Corcoran, artista di Dublino che scrive, registra e produce brani che parlano di crescita personale e di come superare un’esistenza segnata dalle contraddizioni del ventunesimo secolo.
Nel suo sound si intrecciano il DNA del no wave e del post-punk di band come The B-52s, James Chance and the Contortions ed ESG, insieme ai riferimenti alt-rock dei Pixies e dei Morphine, il tutto plasmato da un gusto per l’autoproduzione dal sapore grunge e da momenti di strumentazione più raffinata.
Insieme alla sua band di cinque elementi, che include anche un sassofonista, Skinner si è esibito in numerosi festival come The Great Escape, Ireland Music Week, Beyond The Pale, All Together Now, Other Voices, Galway Fringe Festival e Watt’en Schlick-Festival, oltre ad aver aperto i concerti di Gurriers, Lime Garden, Dope Lemon, Algiers, Bambara, The Wedding Present e Silverbacks.

I suoi singoli precedenti — Dislocation, Sometimes My Brain is Goo, Slouch e Headroom — hanno ottenuto passaggi radiofonici su KCRW, BBC Across the Line, RTÉ 2FM e 98FM (programma di John Barker). Skinner ha ricevuto il supporto dei media da testate come The Independent, DIY Mag, Paste, Fred Perry Subculture, So Young, Nialler9, District Magazine e altre ancora. È stato inoltre il volto di An Alternative Éire, la popolare playlist di Spotify, e ha avuto brani inclusi in playlist ufficiali come All New Punk, All New Rock, New Music Friday UK, Fresh Finds IE, Alternative Ireland, Today’s Punk – A Breath of Fresh Éire, Post Punk 2K e Hot New Bands. Skinner è stato trasmesso anche su BBC 6 Music (Steve Lamacq), KCRW, BBC Radio 1, BBC NI, RTÉ 2FM, Triple R, Amazing Radio, Flux FM e Indie XL.

THE IRISH TIMES – ALBUM OF THE WEEK 4****
“an album that roils with ferocity and is propelled by the belief that art’s first duty is to make the listener sit up and give their full attention.”

CLASH – 8/10
“A brilliantly infectious oddball debut…”

DAILY MIRROR
“It’s the sound of alienation, an antidote to soulless modern pop.”

GOLDEN PLEC – 4*
“New Wave Vaudeville showcases the eclectic style and talent of a multi-instrumen-talist who has also mastered the skill set of production, making a big splash in the no wave-jazz-punk arena.”

HEAD STUFF
“Skinner’s New Wave Vaudeville is an album that challenges its listeners to embrace the chaos. Whether you’re a fan of no wave or indie rock, Skinner’s debut offers something fresh—an album that refuses to conform to expectations. It’s wild, it’s fun,
and it’s not afraid to be messy. For those ready to take the plunge, New Wave Vaudeville is an experience worth having.”

LOUDER THAN WAR
“It’s bonkers at times, compelling, marvellous to witness live and makes us want to experience the whole show again.”

Mercoledì 25 marzo ore 22.00
JOACHIM COODER CON ADRIANO VITERBINI
Apertura porte ore 21:00 – Inizio concerto ore 22:00
ingresso 15e con tessera arci
Domanda iscrizione – Biglietti online

https://youtu.be/baEljguE2hI?si=AYl3NDBmiJU-dqyz
https://youtu.be/2nwjWZtYG1w?si=gaJ8fpEzqfMvCYye
https://youtu.be/JuZHEPOXlR4?si=KM6STRHkJ-V4ZMbR
https://youtu.be/RxvORYMCppw?si=0lVX4Gk2gN3ktwG0
https://youtube.com/shorts/klkj4sJetCA?si=Hzix2qGEi_VtLAu_

Figlio del leggendario Ry Cooder, chitarrista e vincitore di sette Grammy Award, fin da giovanissimo è stato coinvolto in tournée e sessioni di registrazione come batterista, esperienze che gli hanno permesso di condividere il palco e lo studio con artisti fondamentali della storia della musica contemporanea, tra cui Johnny Cash, Ali Farka Touré, Taj Mahal, V.M. Bhatt, Steve Earle, John Lee Hooker, Dr. John, Nick Lowe, Mavis Staples e The Happy Mondays.
Un capitolo centrale del suo percorso è stato il progetto Buena Vista Social Club, vincitore di numerosi premi e con oltre otto milioni di copie vendute nel mondo, entrato nel Guinness dei Primati come l’album di world music più venduto di sempre.

Oggi Joachim Cooder è un artista completo: cantante, polistrumentista e compositore.
Il suo nuovo album in studio, “Dreamer’s Motel”, uscito a novembre 2024 e co-prodotto da Martin Pradler (John Mayer, Shawn Mendes, Neil Young), segna una nuova tappa della sua evoluzione artistica.
In questo lavoro Cooder esplora con naturalezza territori che spaziano tra Americana, folk, roots, soul e alt-country, dando vita a un universo sonoro intimo e raffinato, costruito con una profonda artigianalità melodica e un fascino discreto ma persistente.

L’incontro con Adriano Viterbini, tra i chitarristi più originali e sperimentali della scena italiana, (Bud Spencer Blues Explosion, I Hate My Village, Black Friday, Jovanotti) ha dato vita a un sodalizio unico nel suo genere.
Joachim porta la sua sensibilità con la mbira, mentre Adriano sperimenta con le chitarre elettriche e acustiche, ma anche con strumenti a corde tradizionali come ngoni e bouzuki, creando un dialogo musicale ricco, spontaneo e sorprendente. Iniziato come incontro virtuale, il progetto si è rapidamente consolidato in un sodalizio reale e vibrante, culminato nella terza tournée insieme, che conferma la forza e la sintonia del duo.

Il risultato è un live intimo e potente, dove tradizione e sperimentazione si fondono, aprendo nuove prospettive sonore e toccando un pubblico trasversale, nazionale e internazionale. Una vera celebrazione della curiosità musicale, della tecnica e del talento condiviso tra due artisti con percorsi diversi ma complementari.

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