Venerdì 01 maggio dalle ore 12.30
FESTA DEL PRIMO MAGGIO 2026 – OFFICINE SOLIMANO – SAVONA
Partecipazione libera e gratuita a tutti gli eventi – fino ad esaurimento posti negli spazi interni.
Organizzato da Comune di Savona e CGIL Savona in collaborazione con il Consorzio Associativo Officine Solimano e le associazioni Nuovofilmstudio, Cattivi Maestri e Raindogs House
Spettacoli, eventi e concerti del Primo Maggio in celebrazione dei 125 anni della CGIL di SAVONA.
Partecipazione libera e gratuita a tutti gli eventi – fino ad esaurimento posti negli spazi interni.
MUSICA – Raindogs House
Merendino in Terrazza dalle 12.30 concerto con “Zac & Nicola” con vino, birrette, fave, salame e pecorino. Rock’n’roll, folk e psichedelia sapientemente mescolati!
CINEMA – Nuovofilmstudio
h 15:30 su gentile concessione di Vivo film “Il mio paese”
(di Daniele Vicari- 2006, 105′) introduzione a cura della CGIL
Un viaggio in pullman attraverso l’Italia industriale. Un on the road che percorre le strade della realtà lavorativa italiana dalla Sicilia al Veneto. Partendo da Gela e Termini Imerese, e passando per la Basilicata e la Toscana. Vicari approda alla triste realtà di Porto Marghera, lasciando spazio ai volti e alle parole della gente comune.
Il regista filma con partecipazione “il suo paese”, registrando con discrezione e lirismo le testimonianze della popolazione, e raccontando il lavoro in Italia – per lui “uno dei pochi temi davvero universali” – attraverso immagini sgranate, volti spontanei e genuini e suoni vibranti. Note composte appositamente per il film dall’ex CCCP/CSI Massimo Zamboni che, con la canzone finale “Patria attuale”, interpretata da Nada, apre uno spiraglio di speranza per questa nostra terra “onesta per metà, e per metà per male”.
MUSICA – Raindogs House
ore 16 con concerto con “Ian Siegal”
~ The cleverest writer and most magnetic blues performer in the UK.
È unanimemente considerato uno dei migliori bluesman inglesi di tutti i tempi.
TEATRO – Cattivi Maestri
ore 18:00 “Il nano Tremotino”
Di e con Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta. Adattamento musicale da temi popolari suonati dal vivo di Nicola Calcagno. Scene e costumi di Valentina Albino. Produzione Cattivi Maestri Teatro.
Le bugie sono pericolose? Sì, soprattutto se si incontra qualcuno che crede a tutto quello che sente…
Una voce è giunta alle orecchie del principe Rondolino dei Rondelli: pare che nel regno ci sia una giovane capace di trasformare intere stamberghe piene di paglia in sale traboccanti di oro zecchino. Ma le voci spesso sono false, ed è così che la povera Amelia viene costretta a passare un mese l’anno chiusa in una stalla a cercare di filar la paglia e trasformarla in oro, proprio lei che non sa filare neanche la lana! Ma quando la luna si fa scura si presenta un nanetto ad offrirsi in suo aiuto. In cambio vuole qualcosa di più prezioso dell’oro: il suo primogenito.
Tre filatrici intorno ad un arcolaio raccontano la storia della povera Amelia, facendo riemergere tra le parole e le canzoni il sapore dei canti popolari e della sorellanza.
ore 19/21 A seguire ANIMAZIONE TEATRALE per bambini dai 6 anni.
Iscrizione obbligatoria al 392 166 5196, massimo 30 bambini
TALK – Nuovofilmstudio
“Senza Rotta: Il Futuro del Giovani”
A cura di Human Memories con Betta Garbarino, Andrea Pasa e Fausto Lammoglia
Betta Garbarino – Responsabile del Servizio Osservatorio Mercato del Lavoro, Migranti e Certificazione delle competenze di Alfa Liguria e Professoressa di Sociologia dell’ambiente e del territorio presso l’università degli studi di Genova.
Andrea Pasa: Segretario Generale CGIL Savona.
Fausto Lammoglia: Insegnante di Filosofia e scrittore.
MUSICA DAL VIVO – Piazza di fronte alle Officine Solimano
ore 19.00 Concerto con “The Roots Cooler”
Rocksteady, Ska, Early Reggae, Skinhead Reggae, Reggae, Soul ma anche influenze Northen Soul e Motown.
CINEMA – Nuovofilmstudio
h.20.30 “Le suffragette”
(di Sarah Gavron, 2015, 106′) introduzione a cura di Anna Giacobbe
Londra, 1912. Maud Watts è un operaia in una lavanderia industriale gestita da un uomo senza scrupoli che sfrutta e abusa quotidianamente delle sue lavoratrici. Alcune di loro militano da anni nel movimento guidato da Emmeline Pankhurst, fondatrice della Women’s Social and Political Union. Solidali e militanti le suffragette lottano per i propri diritti e per il diritto di voto. Ignorate dai giornali, timorosi della censura governativa, e dai politici, che le considerano instabili e inadatte a uscire dai ruoli loro imposti, dopo quarant’anni di campagne pacifiche e promesse mai mantenute decidono di passare alle maniere forti. Abbandonano la compostezza e scelgono la disobbedienza civile, arrivando a compiere azioni radicali: sabotaggi, vetrine infrante, interruzioni delle linee telegrafiche, bombe in edifici simbolici (ma vuoti) e scioperi della fame.
La repressione è durissima: molte vengono arrestate, picchiate e sottoposte all’alimentazione forzata; alcune perdono la vita, come Emily Davison, morta durante una protesta pubblica e diventata simbolo della causa.
Quello che è certo per la Gravon è il prezzo pagato da queste donne in una società profondamente reazionaria chiudendo sul funerale di Emily Davison e sull’idea di farci dono di un modello da seguire. Perché la strada da fare è ancora lunga e scorre sui titoli di coda indicanti le date di conseguimento del voto, raggiunto dalle donne britanniche nel 1918, ventisei anni dopo per le italiane, e solo dal 2015 in Arabia Saudita.
MUSICA DAL VIVO – Piazza di fronte alle Officine Solimano
ore 21.00 Concerto con “West Riviera”
Sono un ensemble di cinque elementi che fonde soul, funk e jazz con un inconfondibile tocco Italiano, pieno di groove, con un pizzico di basilico per un tocco di freschezza.
NUOVOFILMSTUDIO - CINEMA
ven 1 mag
Festa del Primo Maggio 2026 – vedi programma
sab 2 mag (15.30 - 18.00 ita) (21.00 vos)
dom 3 mag (15.30 - 18.00 - 21.00 ita)
lun 4 mag (15.30 - 18.00 - 21.00 ita)
YELLOW LETTERS
(Gelbe briefe)
di Ilker Çatak
con Özgü Namal, Tansu Biçer, Leyla Smyrna Cabas
Germania/Turchia/Francia 2026, 127'
Orso d'Oro alla Berlinale 2026
La vita di Derya e Aziz, una celebre coppia di artisti turchi, viene sconvolta all'indomani della prima del loro nuovo spettacolo. Improvvisamente finiti nel mirino dello Stato, Aziz, che è anche professore all’Università di Ankara, riceve una “lettera gialla” che lo informa del suo licenziamento. Costretti a trasferirsi a Istanbul, senza lavoro, i due devono ridefinire il loro stile di vita e confrontarsi con un doloroso compromesso tra impegno politico e necessità di sopravvivenza.
Vincitore dell'Orso d'oro alla Berlinale 2026, il nuovo film di İlker Çatak riunisce la stessa troupe de "La sala professori" in un film che stimola una riflessione su come noi, in quanto società che ha goduto della libertà di espressione e della libertà artistica nelle democrazie, ci comporteremmo se tutto ciò venisse improvvisamente meno.
«L’idea mi è venuta nel 2019, mentre ero a Istanbul per girare un film. Alcune persone che lavorano in ambito cinematografico mi hanno raccontato di aver ricevuto all’improvviso lettere di licenziamento che talvolta contenevano motivazioni assurde. Tra il 2016 e il 2019 circa 2.000 artisti sono stati sospesi e portati in tribunale perché avevano firmato una petizione per la pace. Ci sono state vere e proprie epurazioni di massa nel mondo accademico e culturale, che sono state avviate dal governo a seguito della petizione e si sono intensificate dopo il tentativo di colpo di Stato nell’estate del 2016. A queste persone è stato impedito di lavorare, i tempi dei procedimenti giudiziari si sono allungati a dismisura, si sono ritrovati sospesi in un’attesa logorante. Quello che volevo fare non era limitarmi a denunciare lo Stato, volevo piuttosto mostrare questa situazione attraverso la lente di una coppia il cui matrimonio inizialmente funziona. Come si reagisce quando il regime ti impedisce di svolgere il tuo lavoro nel modo in cui credi debba essere fatto e di esprimere le tue opinioni nel modo in cui vorresti esprimerle? Come si convive con un sistema che ti condanna a una sorta di morte civile, escludendoti dalla vita sociale, lasciandoti fisicamente vivo ma eliminandoti dal punto di vista legale, sociale e professionale? Volevo raccontare una storia che affrontasse queste domande nel contesto delle dinamiche familiari, perché credo che riguardi tutti noi. E penso che queste domande diventeranno sempre più rilevanti nei prossimi anni, che uno viva in Turchia, nell’UE o negli Stati Uniti». (İlker Çatak)
Trailer: https://youtu.be/H7xL5HJqnQ4
mar 5 mag (15.00 ita) (21.00 vos)
mer 6 mag (18.00 ita)
EYES WIDE SHUT
di Stanley Kubrick
con Nicole Kidman, Tom Cruise, Sydney Pollack
Gran Bretagna/USA 1999, 160' - in italiano e in inglese con sottotitoli
William Hartford, giovane medico di successo, e sua moglie Alice formano una coppia all'apparenza soddisfatta e senza problemi. Una sera vanno a una festa a casa di amici, e qui Alice viene corteggiata con insistenza da un uomo dai modi eleganti e suadenti, che cerca di sedurla, nonostante lei proclami il suo essere moglie e madre felice. Tornati a casa, William e Alice cominciano a parlare dell'accaduto: lui dice a lei di avere visto tutto, lei di aver aspettato invano che lui arrivasse a toglierla da quella situazione e di aver visto che invece era in compagnia di attraenti ragazze che lo circondavano per trarne qualche vantaggio. Ma ormai William è ossessionato dall'idea che Alice possa avere rapporti con altri uomini. Nel tentativo di superare questa gelosia ossessiva si lascia irretire da una serie di situazioni che lo portano a una sconcertante festa trasgressiva...
Ventisette anni dopo la sua prima uscita, torna sul grande schermo "Eyes Wide Shut", capolavoro postumo di Stanley Kubrick. Sulle note struggenti del Valzer di Dmitrij Šostakovič, sarà possibile ritrovare i tormenti di William Hardford e della moglie Alice (Tom Cruise e Nicole Kidman, ai tempi la coppia d'oro di Hollywood). Liberamente ispirato al romanzo "Doppio sogno" di Arthur Schnitzler, "Eyes Wide Shut" è l'ultimo lavoro di Kubrick, pietra miliare della sua filmografia che a distanza di anni continua a essere attualissimo nel suo interrogare lo spettatore sulle derive e sull'ipocrisia della società borghese e dell'uomo contemporaneo davanti alle proprie paure e ai territori più nascosti della sessualità. Onirico, affascinante, enigmatico. Probabilmente uno dei film più discussi della storia del cinema.
"Nessun sogno è mai soltanto sogno".
Trailer: https://youtu.be/x7HGTn9bIGs
mar 5 mag (18.00)
mer 6 mag (15.30 - 21.00)
MIO FRATELLO È UN VICHINGO
(Den sidste viking)
di Anders Thomas Jensen
con Mads Mikkelsen, Nikolaj Lie Kaas, Sofie Gråbøl
Danimarca/Svezia 2025, 116'
Dopo 15 anni di carcere, Anker torna in libertà con un solo obiettivo: ritrovare il bottino nascosto. Peccato che l’unico a sapere dove si trovi sia suo fratello Manfred, che nel frattempo ha sviluppato un disturbo mentale… è convinto di essere John Lennon! Per recuperare il tesoro e il rapporto con il fratello, segnato da una terribile cicatrice cha affonda le radici nel passato, Anker si lancia in un’impresa folle: ricreare i Beatles e riportare Manfred alla realtà, un brano alla volta.
"Mio fratello è un vichingo", tra i film più acclamati all’ultimo Festival di Venezia, dove ha conquistato una lunga standing ovation scaldando il cuore di pubblico e critica, riunisce Anders Thomas Jensen, regista de "Le mele di Adamo", con l’iconico Mads Mikkelsen. Mads regala al pubblico un’interpretazione straordinaria nei panni di Manfred, un uomo segnato da traumi del passato convinto di essere John Lennon. Impreziosito dalle note degli ABBA e sulle orme dei Beatles, Jensen firma un poetico inno all’imperfezione insieme esilarante e commovente.
«Ho iniziato a dirigere perché c'erano sceneggiature che avevo scritto e che nessun altro voleva girare, quindi ho dovuto farlo da solo. Oggi, ovviamente, non è certo così. Per quanto riguarda la mia "società per azioni", ci conosciamo a menadito da molto tempo e ci incontriamo ogni cinque anni per il nostro campo estivo, dove cerchiamo di metterci alla prova ogni volta un po' di più. Ad esempio, la parte di Mads Mikkelsen in questo film è piuttosto impegnativa, cosa che lui stesso ha sicuramente sentito quando l'ha accettata, e credo che pochissime persone potrebbero riuscirci. Con "Mio fratello è un vichingo" ho semplicemente abbracciato tutto ciò che sono. Ho una storia di alcune figure tragiche che trovano un'amicizia, che è la storia che più mi sta a cuore». (Anders Thomas Jensen)
Trailer: https://youtu.be/6mbVrERhJj0
gio 7 mag (19.00 - ingresso aperto a tutti 3€)
LA VIDEODANZA: DIALOGHI E MUTAZIONI TRA CORPI E IMMAGINI
a cura di Alessandra Elettra Badoino di Augenblick – Associazione culturale
Una serata di proiezioni intorno al linguaggio della videodanza in dialogo con le istanze della contemporaneità. Una selezione di dance film nazionali con opere sperimentali e dai formati brevi proveniente dalle selezioni finali del festival internazionale di danza contemporanea e videodanza FuoriFormato di Genova. Un’esperienza visiva pensata per diffondere e valorizzare opere e pratiche capaci di rivisitare i confini della danza nel video e della performance.
Augenblick è un collettivo transdisciplinare fondato nel 2015 e attivo nella ricerca critica, nella formazione e nella programmazione culturale legata alla videodanza. Dal 2016 cura per il Festival FuoriFormato la sezione dedicata e promuove collaborazioni in Italia e all’estero. Nel 2024 ha curato a Genova Infinite Bodies, festival dedicato al corpo e all’audiovisivo. Augenblick, inoltre, promuove attività di collaborazione con istituzioni partner nel campo della videodanza.
{te}che piLLs sono piccoli appuntamenti che anticipano e attraversano il percorso del festival {te}che – Festival di arti performative e visive, organizzato dall’associazione culturale Emsteludanza. Come “pillole” questi momenti condensano l’identità del festival in forme più intime e ravvicinate, creando occasioni di incontro e sperimentazione durante l’anno. {te}che piLLs si configura come spazio di ricerca e condivisione, dove il festival si fa presente anche al di fuori della sua cornice centrale, mantenendo viva la relazione con il territorio e il pubblico.
[Still da "Fresh Oranges into the ocean" di Silvia Giordano e Nuanda Sheridan]
gio 7 mag (21.00 - ingresso aperto a tutti 5€)
GATTO SARVÆGO
di Paolo Rossi, Nicola Rebora
ospiti in sala i registi
La più grande astuzia del gatto selvatico è stata far credere all’uomo che lui non esiste. Un tributo al Gatto selvatico (Felis silvestris silvestris), per il suo straordinario rapporto di intimità coi boschi maturi: il suo manto evanescente assomiglia alle rocce e alla corteccia degli alberi, il suo passo è leggero come una piuma e i suoi sensi sono così sviluppati da suscitare tutta la nostra invidia.
FELIS
di Paolo Rossi, Nicola Rebora
Un documentario breve sull'elusivo Gatto selvatico europeo e su come il sottoscritto (Paolo Rossi) e l'amico Nicola Rebora siano riusciti a filmarlo nel 2019 in una delle valli più selvagge dell'Appennino Ligure con l'ausilio di video-trappole e senza utilizzare alcun attrattivo. All'interno del film vi sono pochi ma preziosi video del "fantasma dei boschi" . Si tratta a tutti gli effetti delle prime e uniche immagini di gatti selvatici in libertà in queste zone. Prima del nostro lavoro, i gatti selvatici potevano essere osservati solo "impagliati" al Museo di Storia Naturale di Genova.











