Cose Belle26 marzo 2026 22:39

Cinema, teatro, musica

Il programma della settimana alle Officine Solimano

Cinema, teatro, musica

cinema NUOVOFILMSTUDIO
ven 27 mar (21.00 vos)
sab 28 mar (21.00 ita)
dom 29 mar (18.00 ita)
lun 30 mar (15.30 - 18.00 ita)
MIO FRATELLO È UN VICHINGO
(Den sidste viking)
di Anders Thomas Jensen
con Mads Mikkelsen, Nikolaj Lie Kaas, Sofie Gråbøl
Danimarca/Svezia 2025, 116'

Dopo 15 anni di carcere, Anker torna in libertà con un solo obiettivo: ritrovare il bottino nascosto. Peccato che l’unico a sapere dove si trovi sia suo fratello Manfred, che nel frattempo ha sviluppato un disturbo mentale… è convinto di essere John Lennon! Per recuperare il tesoro e il rapporto con il fratello, segnato da una terribile cicatrice cha affonda le radici nel passato, Anker si lancia in un’impresa folle: ricreare i Beatles e riportare Manfred alla realtà, un brano alla volta.

"Mio fratello è un vichingo", tra i film più acclamati all’ultimo Festival di Venezia, dove ha conquistato una lunga standing ovation scaldando il cuore di pubblico e critica, riunisce Anders Thomas Jensen, regista de "Le mele di Adamo", con l’iconico Mads Mikkelsen. Mads regala al pubblico un’interpretazione straordinaria nei panni di Manfred, un uomo segnato da traumi del passato convinto di essere John Lennon. Impreziosito dalle note degli ABBA e sulle orme dei Beatles, Jensen firma un poetico inno all’imperfezione insieme esilarante e commovente.
«Ho iniziato a dirigere perché c'erano sceneggiature che avevo scritto e che nessun altro voleva girare, quindi ho dovuto farlo da solo. Oggi, ovviamente, non è certo così. Per quanto riguarda la mia "società per azioni", ci conosciamo a menadito da molto tempo e ci incontriamo ogni cinque anni per il nostro campo estivo, dove cerchiamo di metterci alla prova ogni volta un po' di più. Ad esempio, la parte di Mads Mikkelsen in questo film è piuttosto impegnativa, cosa che lui stesso ha sicuramente sentito quando l'ha accettata, e credo che pochissime persone potrebbero riuscirci. Con "Mio fratello è un vichingo" ho semplicemente abbracciato tutto ciò che sono. Ho una storia di alcune figure tragiche che trovano un'amicizia, che è la storia che più mi sta a cuore». (Anders Thomas Jensen)

Trailer: https://youtu.be/6mbVrERhJj0


ven 27 mar (15.30 vos)
sab 28 mar (15.30 - 18.00 ita)
dom 29 mar (15.30 - 21.00 ita)
lun 30 mar (21.00 ita)
LA TORTA DEL PRESIDENTE
di Hasan Hadi
con Baneen Ahmed Nayyef, Sajad Mohamad Qasem, Waheed Thabet Khreibat
Iraq 2025, 106'

Mentre la popolazione dell'Iraq degli anni '90 lotta per sopravvivere alla guerra e alla carestia, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio preparare una torta per festeggiare il compleanno del Presidente Saddam Hussein. Nonostante le sue preghiere di non essere scelta, la piccola Lamia di 9 anni viene sorteggiata per questo ‘prestigioso’ compito. Giunta in città con la nonna, sfuggirà al suo controllo per cercare gli ingredienti necessari per la torta. Insieme al suo amico Saeed e al suo gallo andrà incontro a una serie di peripezie a volte avventurose a volte pericolose, ma anche buffe. Riuscirà nel suo intento?

Toccante esordio di Hasan Hadi, vincitore della Caméra d'Or e del Premio del Pubblico allo scorso Festival di Cannes e candidato a rappresentare l’Iraq agli Oscar 2026, "La torta del Presidente" è un'avventura dolceamara che regala uno spaccato della popolazione irachena degli anni '90, attraverso gli occhi dei più piccoli.
«La storia nasce dai miei ricordi d’infanzia. Io sono cresciuto in Iraq durante il regime di Saddam. Ogni anno, il nostro insegnante entrava in classe con una ciotola, ci chiedeva di scrivere i nostri nomi su un foglietto e di metterceli dentro. Poi estraeva a sorte il nome dello studente che avrebbe dovuto preparare la torta di compleanno del Presidente e di chi avrebbe dovuto portare altre cose come frutta, decorazioni, prodotti per la pulizia e fiori. Un anno fui io a dovermi occupare dei fiori. Ho ancora la foto di me con i fiori in mano da qualche parte nel mio studio e ricordo il sollievo della mia famiglia all’idea che dovessi portare solo dei fiori. Naturalmente, all’epoca, le sanzioni avevano reso la corruzione così diffusa che era possibile sfuggire al sorteggio offrendo qualche servizio sottobanco all’insegnante, come riparargli la bicicletta o tagliargli i capelli. Ma se per qualche motivo non lo facevi, le possibilità di non essere scelto erano scarse. Per il mio primo lungometraggio volevo affrontare un argomento, un mondo, un tema e dei personaggi che mi fossero familiari. Ero determinato a trasformare i miei ricordi in un film su quel periodo in Iraq, volevo descrivere la realtà quotidiana della gente ma soprattutto celebrare il potere dell’amore e dell’amicizia. Non mi interessa realizzare film che “fanno la morale” o che diventano strumenti di propaganda per i politici. Certo l’argomento si presta bene a una lettura in chiave politica, ma non è questo che ho fatto né mi interessa fare. Quello che mi interessa sono le emozioni più autentiche, le lotte quotidiane, i rapporti umani e le storie. Poi, ovviamente, sono consapevole che nel film c’è un po’ di politica, ma era inevitabile. Mi premeva anche rappresentare come “eroi” le persone comuni invece che i soldati iracheni in guerra, come avviene di solito nei film sull’Iraq». (Hasan Hadi)

Trailer: https://youtu.be/0TqxlC0RrV4


mar 31 mar (15.15 - 21.00)
mer 1 apr (18.00)
IL MAESTRO
di Andrea Di Stefano
con Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno
Italia 2025, 125'

Estate, fine anni Ottanta. Dopo anni di allenamenti duri e regole ferree, Felice, tredici anni e sulle spalle tutte le aspettative paterne, arriva finalmente ad affrontare i tornei nazionali di tennis. Per prepararlo al meglio, il padre lo affida al sedicente ex campione Raul Gatti, che vanta addirittura un ottavo di finale al Foro Italico. Di partita in partita, i due iniziano un viaggio lungo la costa italiana che porterà Felice a scoprire il sapore della libertà e Raul a intravedere la possibilità di un nuovo inizio.

Una commedia all'italiana che ritrae un mondo ormai scomparso attraverso il gioco del tennis, mettendo al centro un percorso non celebrativo, ma fatto di sconfitte e fallimenti.
"È una storia di formazione, un buddy movie, ma fondamentalmente da ex sportivo non riuscivo a rispecchiarmi nei film sugli sport, perché parlano sempre di quelli che vincono. Io non ero un vincente e mi chiedevo perché non ci fossero film sugli sportivi che non vincono. Prima che cominci il torneo, tutti hanno i loro sogni di gloria, anche i meno forti. Sono partito da questo per raccontare due parabole, una che sogna la gloria nel presente e uno che la gloria l’ha sfiorata nel passato. Sapevo che in questo confronto c’era del materiale su cui lavorare. Mi sono ispirato ad un personaggio reale, il mio maestro di tennis, e gran parte delle scene che ho messo nel film sono situazioni che io ho vissuto direttamente." (Andrea Di Stefano)

Trailer: https://youtu.be/Jg-dhKCOPZo


mar 31 mar (18.00)
mer 1 apr (15.30 - 21.00)
UN INVERNO IN COREA
(Hiver a Sokco)
di Koya Kamura
con Bella Kim, Roschdy Zem, Mi-hyeon Park
Francia/Corea del sud 2024, 104'

A Sokcho la 25enne Soo-Ha, studentessa di letteratura e cameriera alla pensione Blue House, sta per sposare il fidanzato Jun-Oh. L’arrivo di Yan Kerrand, illustratore francese in cerca di un alloggio e di ispirazione per il nuovo lavoro, incrina la routine della giovane. Nel cuore dell’inverno i due instaurano un rapporto fatto di gesti minimi e scambi essenziali: comunicano in francese, condividono il cibo e l’atto del disegnare. Le domande della protagonista sulle proprie origini e su un padre francese mai conosciuto trovano un inatteso spazio di elaborazione in questo incontro.

"Un inverno in Corea" è l'adattamento dell'omonimo romanzo di Elisa Shua Dusapin, vincitrice del National Book Award. Nel gelido inverno coreano, l’incontro tra una giovane donna franco-coreana e un illustratore francese fa emergere domande d’identità e appartenenza, in un dialogo che passa attraverso il cibo, il disegno e il silenzio.
«Leggendo il libro, ho sentito un legame profondo e sfumato con il personaggio principale e con l'universo dell'autrice», dichiara il regista franco-giapponese Koya Kamura, che ha scritto la sceneggiatura insieme alla romanziera. «Questa chimica si è rafforzata quando ho incontrato Elisa, mentre adattavo questa storia in un'opera intima che riecheggiava la mia storia personale. Provengo da un contesto multiculturale. Mia madre è francese e mio padre giapponese. Spesso orgoglioso, a volte deriso, ho costruito la mia identità nel corso della mia vita attorno a questa “originalità”. Mai completamente francese in Francia, certamente non giapponese in Giappone, ho cercato a lungo il mio posto nella società, poiché sentivo il bisogno di essere accettato in entrambi i paesi. Come si definisce veramente l'identità di una persona? Attraverso la lingua che parliamo o il nostro patrimonio culturale? Per Soo-Ha, cresciuta in Corea dalla madre, il padre francese rimane un mistero, un'assenza che influenza il modo in cui percepisce se stessa. È l'aspetto fisico a giocare un ruolo cruciale nella ricerca della propria identità? Soo-Ha, consapevole delle sue caratteristiche fisiche distintive, come i grandi occhi chiari o la statura alta, deve subire la pressione sociale di conformarsi a standard di bellezza distorti, molto presenti nella Corea del Sud. La nostra identità è plasmata dal modo in cui ci vede chi ci circonda? "Un inverno in Corea" è un'esplorazione visiva e intima di queste domande universali. La cucina, un'arte tramandata da sua madre, diventa per Soo-Ha un mezzo di espressione e conforto, che simboleggia le sue radici culturali. Nel filmare i suoi dubbi, le speranze e le scoperte, desidero catturare la bellezza e la complessità della ricerca dell'identità, rendendo omaggio allo spirito del romanzo».

Trailer: https://youtu.be/2pVZmSGTFPA

gio 2 apr (21.00 - ingresso aperto a tutti 3€)
Associazione Italia-Cuba, Arci Savona, Cgil Savona 
ORIZZONTI RIBELLI – UNA LEZIONE DI ZAPATISMO 
di Maurizio Fantoni Minnella
Italia 2025, 79' 
In spagnolo con sottotitoli in italiano 
Ospite in videocollegamento il regista 

Girato tra le comunità autonome del Chiapas, "Orizzonti ribelli – Una lezione di zapatismo" esplora uno dei movimenti più lucidi e radicali del nostro tempo. Attraverso le voci di due donne – una militante politicamente formata, l’altra legata alla tradizione spirituale maya – il film costruisce un dialogo che supera il semplice racconto storico per farsi riflessione civile e politica. Dalla dissoluzione dei municipi autonomi all’evoluzione dei nuovi caracoles, il documentario indaga le metamorfosi dello zapatismo come esperienza viva, capace di interrogare le nostre democrazie, i nostri rapporti di potere e il senso stesso della politica e lo fa attraverso una vera e propria “lezione di zapatismo” . Le immagini del Chiapas si intrecciano ai concetti: l’educazione, la salute, l’alimentazione come pilastri dell’autonomia; la Madre Terra come principio etico e spirituale; il dolore trasformato in amore e dignità come atto politico. Con uno sguardo rigoroso ma poetico, Maurizio Fantoni Minnella restituisce allo spettatore la forza di una lezione universale: quella di un popolo che, contro il capitalismo predatorio e la globalizzazione senza radici, sceglie di vivere nella lentezza, nella parola condivisa e nella difesa della vita come bene comune. 

Maurizio Fantoni Minnella: scrittore, saggista e regista indipendente da sempre attento ai temi della memoria, dei diritti umani e delle utopie politiche, ha sviluppato un linguaggio filmico che coniuga rigore civile e tensione poetica, intrecciando narrazione, fotografia e riflessione filosofica. 

www.fantoniminnelladoc.org 
TEATRO DEI CATTIVI MAESTRI
Venerdì 27 e sabato 28 marzo ore 20.30
Teatro dei Cattivi Maestri
IERIOGGIPERSEMPREMAIPIU’
Drammaturgia e Scenofonia MR.PUMA
Mise en scène MR.PUMA e MARCO BERTA

Sono passati cinquant’anni dal fattaccio di inizio Novembre tra le baracche di Ostia e la tragedia moderna, volendo assumere una posizione metafisica nei confronti del tragico, è l’assenza delle forme, l’annichilente percepita assenza della possibilità di trovarne. Affrontare un rapporto con Pier Paolo Pasolini, forse l’intelligenza critica più illuminata e al contempo poetica del dopoguerra (inteso come post 1945), pare essere quasi una necessità imprescindibile. Come pochi, PPP, ha mostrato cosa vuol dire avere in bocca la verità che brucia mentre la si usa per incendiare le tiepide stagioni dell’avventura umana. Presentata in tutta la sua multiforme dimensione in un alternarsi tra poesia, testi letterali e pensieri rilasciati durante le interviste, la parola di Pasolini viene in questa performance sospesa e innestata sopra un tessuto sonoro che contempla malinconie e riflessioni sulla mortalità, in cui “tutto sembra tranquillo, ma c’è qualcosa che non va”. Mr.Puma presenta una dialettica della crisi, affronta la performance condensando cultura, società e vita civile come una premessa artistica e umana per ripartire e rigenerare. IERIOGGIPERSEMPREMAIPIU’ è una raccolta di compromessi, emarginazione, relazioni e collaborazioni polarizzate verso un pessimismo disincantato in cui il fantasma del popolare, il cosiddetto pop, consente allo spettatore un personale processo di riconoscimento attraverso la poetica pasoliniana.

***
Biglietto: € 12/10
Prenotazioni: tel. 392 1665196, cattivimaestri@officinesolimano.it

RAINDOGS HOUSE musica
Sabato 28 marzo 2026
DJSET TRASH ANNI 90-00 BY SILVIA & LORIS + OPENING DJ HAIKA
Ingresso 5€ con tessera arci
Apertura porte ore 21.30
Posti disponibili fino ad esaurimento

Eccoci all’ultima serata della stagione Dj Set Trash Anni 90-2000 by Silvia & Loris che la accompagnerà in consolle, in supplenza di Camilla!
Opening act Dj Haika

Torna per l’ultimo capitolo di questa stagione la serata Dj Set Trash, ormai arricchita di una decade, e sempre più trash: anni 90-2000! Opening act Dj Haika.

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