Cose Belle27 giugno 2026 12:36

Cinema: la settimana al Nuovofilmstudio

Estate speciale con "Cinema Revolution", l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura. Fino al 20 settembre tutti i film europei (esclusa Gran Bretagna) a 3.50 €

Cinema: la settimana al Nuovofilmstudio

 

Cinema Revolution - ingresso 3.50€ven 26 giu (15.30 - 18.00) - sab 27 giu (18.00)dom 28 giu (15.30 - 21.00) - lun 29 giu (15.30)

GIOIA MIAdi Margherita Spampinatocon Marco Fiore, Aurora QuattrocchiItalia 2025, 90'Nico, un bambino vivace, scontroso e impertinente, cresciuto in una famiglia laica, in un mondo moderno, tecnologico e iperconnesso, è costretto a passare l’estate in Sicilia, ospite di un’anziana zia, signorina religiosissima e scorbutica che vive sola, in un antico palazzo pieno di leggende e superstizioni, senza wi-fi né elettrodomestici, senza nessun tipo di tecnologia, completamente fuori dal tempo. La zia lo accoglie con fastidio, cerca di inserirlo con prepotenza nel suo mondo popolato da angeli e spiriti, dominato da un senso magico della religione. Lo scontro tra modernità e passato, tra ragione e religione, tra velocità e lentezza, segna l’inizio del loro burrascoso rapporto. Eppure pian piano, nasce un legame profondo di cui entrambi non sapevano di avere bisogno.Con "Gioia mia" Margherita Spampinato si è portata a casa due David di Donatello, quello alla Miglior regista esordiente e quello per la Migliore attrice protagonista a una meravigliosa Aurora Quattrocchi. Un film pieno di dolcezza, di vita e di speranza.«"Gioia Mia" esplora i limiti e le contraddizioni dei mondi opposti cui appartengono i due protagonisti: la distanza tra i due personaggi permette al racconto di mantenere un tono leggero, pur affrontando tematiche profonde come il dolore per le separazioni e l’eterno desiderio umano di combattere la solitudine, una dimensione nella quale sembrano essere sprofondati entrambi i personaggi. Il film si interroga su ciò che permane come universale e immutabile, nonostante la rapida evoluzione del mondo contemporaneo e su cosa resta oggi di ancora prezioso nello scambio tra generazioni. La nostalgia è l’emozione dominante del racconto ed è all’origine della domanda che ha fatto nascere l’idea di questa storia, ovvero: dov’è finito quel tempo estivo dell’infanzia, quelle lunghe giornate calde, lente e noiose, quei pomeriggi senza scuola né impegni, senza attività strutturate, senza nulla da dover dimostrare, quando nonne e anziane zie raccontavano ai bambini favole spaventose, ricordi di famiglia inquietanti, superstizioni e vecchie leggende? Storie che mettevano paura ma aiutavano a crescere perché permettevano di esorcizzare le paure più grandi come il buio, i fantasmi, gli spiriti, la fine delle cose, persino il primo amore. Il film riflette sull'importanza dello scambio tra generazioni e mondi diversi come stimolo importante per accettare e capire meglio gli altri e quindi anche noi stessi». 

(Margherita Spampinato)

 

Cinema Revolution - ingresso 3.50€ven 26 giu (21.00) - sab 27 giu (15.30 - 21.00)dom 28 giu (18.00) - lun 29 giu (21.00)

KONTINENTAL '25di Radu Judecon Eszter Tompa, Gabriel Spahiu, Adonis TantaRomania 2025, 109'- in lingua originale con sottotitoli in italianoCluj. Dovrebbe essere un normale giorno di lavoro per Orsoloya, ufficiale addetta agli sfratti. Ma, quando caccia un senzatetto da un seminterrato in cui si era rifugiato, accade l’irreparabile: l’uomo si toglie la vita. Sopraffatta dal senso di colpa, Orsoloya si imbarca in una serie di incontri e situazioni sempre più assurdi per cercare goffamente di trovare una qualche forma di redenzione.Dopo i successi internazionali di "Bad luck banging or loony porn", Orso d’Oro alla Berlinale 2021, e "Do not expect too much from the end of the world", Premio Speciale della Giuria al Locarno Film Festival 2023, il regista rumeno Radu Jude torna al cinema con "Kontinental '25", premiato con l’Orso d’Argento per la Migliore sceneggiatura alla Berlinale 2025. Autore tra i più radicali, ironici e politicamente lucidi del cinema contemporaneo europeo, Jude firma una tragicommedia ambientata nella Cluj di oggi, città simbolo delle contraddizioni del capitalismo moderno e delle sue disuguaglianze. "Kontinental '25" prosegue la personale ricerca cinematografica del regista tra fiction, documentario e satira sociale. Ispirato liberamente a "Europa ‘51" di Roberto Rossellini, di cui reinterpreta anche il titolo, e influenzato nella struttura da "Psycho" di Alfred Hitchcock, il film alterna umorismo nero e tensione morale in un racconto che riflette sulle ambiguità del presente europeo.«La scintilla iniziale della storia è nata da una notizia di cronaca che avevo letto anni fa su una situazione simile. Nel corso del tempo, la storia ha continuato a ronzarmi in testa, soprattutto mentre lo sviluppo immobiliare e le disuguaglianze diventavano sempre più marcati in Romania. A un certo punto ho letto un articolo su "Europa '51" di Rossellini e ho riguardato il film. Ho visto parallelismi con la mia storia e ho deciso di esplorare quei temi, ma in un modo che fosse più radicato in una miscela contemporanea di commedia e tragedia: potrei dire che il mio film è una sorta di caricatura di Rossellini. Per me si tratta più di esplorare la ridicolaggine e il dramma della situazione allo stesso tempo. Quando mettiamo in discussione le nostre stesse reazioni di fronte alle tragedie, spesso le troviamo al limite del ridicolo».(Radu Jude)

 

 29 giu (18.00)AFTER LIFE - QUAL È IL TUO RICORDO PIÙ BELLO?(Wandafuru raifu)di Kore'eda Hirokazucon Arata Iura, Erika Oda, Susumu TerajimaGiappone 1998, 118'Da qualche parte tra cielo e terra, un gruppo di “guide” ha il compito di aiutare le anime dei nuovi defunti a ricordare un momento particolare della loro vita. Gli istanti prescelti – il romantico primo appuntamento, l’ultima sigaretta, una semplice serata a casa – andranno a costituire l’unico e solo ricordo che ognuno di loro porterà con sé nell’aldilà per sempre.Per la prima volta arrivano al cinema in versione restaurata i primi capolavori di Hirokazu Kore'eda, Palma d’Oro e tra i più influenti e acclamati registi giapponesi contemporanei ("Un affare di famiglia" e "L'innocenza"). La rassegna, intitolata "Riflessi dell’invisibile" propone un percorso attraverso le opere che hanno segnato l’inizio della sua straordinaria carriera. "After life - Qual è il tuo ricordo più bello?" è una riflessione sul ruolo della memoria e sulla potenza dell’immaginazione.«Mentre stavamo sviluppando la sceneggiatura, abbiamo chiesto a più di cinquecento persone di raccontare l’unico ricordo che avrebbero scelto di portare con sé in paradiso. Mi ha incuriosito quanto spesso le persone scegliessero esperienze sconvolgenti. La prima metà del film utilizza attori che recitano da copione, attori che raccontano le proprie esperienze e persone reali che raccontano storie vere. Naturalmente, mentre raccontano storie vere davanti alla telecamera, le persone inevitabilmente ne romanzano alcuni aspetti, consapevolmente o meno, sia per orgoglio che per fraintendimento. Ho capito che le emozioni umane sono le scintille che scaturiscono quando “verità” e “finzione” si scontrano. In questo film ho voluto esplorare le conseguenze di tale scontro, indagando la zona d’ombra tra "documentazione oggettiva" e "ricordo". Sebbene i ricordi in "After Life" siano presentati come esperienze reali successivamente ricostruite in forma di film, non è possibile distinguere chiaramente le storie raccontate dai personaggi come "verità" e le ricostruzioni come "finzione". Si intrecciano con grande complessità. I nostri ricordi non sono fissi né statici. Sono dinamici e riflettono un io in costante mutamento. Pertanto, l’atto di ricordare, di guardare al passato, non è affatto superfluo o negativo. Al contrario, ci sfida a evolverci e a maturare». (Kore'eda Hirokazu)

Trailer: https://youtu.be/GsbVOCXVJjw

Cinema Revolution - ingresso 3.50€mar 30 giu (15.15 ita) (21.00 vos) - mer 1 lug (18.00 ita)

UN POETA di Simón Mesa Sotocon Ubeimar Rios, Rebeca Andrade, Guillermo CardonaColombia/Germania/Svezia 2025, 123' Cineclub InternazionaleL'ossessione di Oscar Restrepo per la poesia non gli ha portato alcuna gloria. Invecchiato ed eccentrico, è ormai caduto nel cliché del poeta senza fortuna. L'incontro con Yurlady, un’adolescente che vive nei quartieri poveri della città di Medellin, e l'aiuto che le offre per coltivare il suo talento, portano un po' di luce nelle sue giornate. Ma trascinarla nel mondo dei poeti potrebbe non essere la scelta giusta..."Un poeta" è la toccante tragicommedia di Simón Mesa Soto, già premio della giuria di "Un certain regard" a Cannes 2025, designata Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani con la seguente motivazione: "ritratto di un uomo ridicolo ma umanissimo, il film mette a nudo le velleità e i fallimenti di un poeta incapace di adattarsi al mondo eppure in grado di riconoscerne la bellezza".«L’arte viene spesso vista come qualcosa di nobile, ma, anche nel caso dell’arte indipendente, rimane un’industria. Nel cinema, ad esempio, esiste un mercato che detta ciò che il pubblico si aspetta di vedere: certi schemi si ripetono, specialmente nel cinema latino-americano. Come artista, devi decidere se assecondare questa richiesta esterna o interrogarti su ciò che ti spinge davvero a creare. Io volevo tornare a qualcosa di più puro: una forma d’arte grezza, viscerale, meno meccanica. È stato allora che è emersa l’idea della poesia. Non è stata una scelta strategica, ma intuitiva. Nella mia città, Medellín, ho incontrato molti poeti che non rientrano nell’immagine idealizzata che sia ha di loro. Sono disincantati, punk, molto reali, e li ho trovati più affascinanti della figura del regista. La poesia ha una qualità anacronistica — sembra esistere solo nel passato — che mi risuonava. Per esempio, i reading poetici sembrano una cosa fuori dal tempo, lontani dall’idea dell’arte come qualcosa di utile o commerciabile. All’interno di quel mondo ci sono molte contraddizioni e uno specifico umorismo che ho voluto esplorare attraverso il black humor». (Simón Mesa Soto)Trailer: https://youtu.be/UOQhHZScSbA

Cinema Revolution - ingresso 3.50€mar 30 giu (18.00) - mer 1 lug (15.30 - 21.00)10 e LUCE - 10 grandi titoli della storia dell'Istituto Luce

SENZA PELLE di Alessandro D'Alatricon Kim Rossi Stuart, Anna Galiena, Massimo GhiniItalia 1994, 106'La vita quieta di una coppia piccolo borghese – lei impiegata alle poste, lui conducente d’autobus – è turbata dal corteggiamento di Saverio, un giovane disagiato e ipersensibile, quello che la sua psicologa definisce un “senza pelle”, un individuo senza la minima schermatura dal mondo e le persone. Lei è imbarazzata; lui, superati i primi impulsi di gelosia, cerca di capire l’intruso e la sua diversità, sentendosi un po’ santo, un po’ fesso. Al suo secondo lungometraggio Alessandro D’Alatri mette in camera le sue doti di sguardo umano, tolleranza, ascolto delle zone più sensibili. Ne fa un film felice, insieme raffinato e popolare, che riecheggia il cinema italiano più nobile. Con un cast intenso, su cui spicca la prova di maturità di Kim Rossi Stuart. Un’idea forte di partenza, sviluppata senza divagazioni né demagogia sentimentale con una conclusione che apre uno spiraglio di speranza per il giovane Saverio. Un solido impianto drammaturgico, una suggestiva e funzionale colonna musicale di sonorità klezmer.Trailer: https://youtu.be/VNbTVrz3SBE

 

Trailer: https://youtu.be/VNbTVrz3SBE

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