Cultura14 settembre 2020 12:32

Chiabrera, un teatro sprecato: intervista a Federico De Caroli (Deca)

Il mondo della cultura e dello spettacolo savonese chiede al Comune che il nuovo direttore artistico abbia le necessarie competenze per guidare il teatro civico. Il Comune risponde ai 57 firmatari nel suo stile inconfondibile “allora la cultura finanziatela voi”. Loro per fortuna non si arrendono: ne parliamo con Federico De Caroli, compositore e scrittore (video)

Chiabrera, un teatro sprecato: intervista a Federico De Caroli (Deca)

La surreale vicenda del teatro cittadino può essere un esaustivo riassunto dei lunghi anni dell’amministrazione Caprioglio, che si condensano in una frase: “non ci sono i soldi per colpa di quelli di prima”

La città è lurida?

Non ci sono i soldi, colpa di quelli di prima.

I servizi sociali languono?

Non ci sono i soldi, colpa di quelli di prima.

Non ci sono i soldi per far nulla, insomma. 

Chiudiamo Savona e tiriamo su un monumentino a Silvano. 

Forse però non sono solo le risorse monetarie a essere carenti: della Savona “da mettere a scaffale” non è rimasto neppure lo scaffale. 

Mancano le competenze, mancano capacità e volontà di programmazione, manca l’iniziativa.

Il mondo della cultura, terribilmente colpito dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria, risente di una gravissima crisi in tutto il paese: ma a Savona va un po’ peggio. 

Alla accorata lettera - firmata da una sessantina dei più noti esponenti di quel mondo - sulla sorte del Teatro Chiabrera è stato risposto che risorse non ce ne sono, e se a qualcuno non sta bene metta mano al portafoglio.

Eppure non si chiedeva la luna, in quella lettera: si chiedeva solo di tener separata la direzione artistica del Teatro da quella amministrativa.

Nessuno dubita dell’utilità dei ragionieri, ma la cultura non vive solo di conticini, e se fosse gestita con un po’ di criterio potrebbe essere un volano economico importante per una città in cui la crisi è anche di idee e di identità.

Il compositore Federico De Caroli, in arte Deca, è uno dei firmatari di quella lettera. 

Uomo di cultura a tutto tondo (le sue attività spaziano dalla musica alla scrittura ed è stato direttore artistico del Teatro Sacco), ci spiega la sua posizione, perché il teatro appartiene alla città:

LNS

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