Cose belle18 settembre 2018 09:16

TIR vietati e depistaggi

Genova senza pace: la nuova “strada dei TIR” non regge i TIR. Nel frattempo si inizia a parlare di depistaggio nell'ambito dell'inchiesta sul crollo del Morandi. Oggi a Roma la delegazione ligure, a parlar con Conte

TIR vietati e depistaggi

Quel ponte di 150 metri a Sestri Ponente, che avrebbe dovuto portare i TIR dal casello Genova Aeroporto all'Ilva, presenta in alcune sue parti un grave stato di degrado. Questo quanto emerge da una relazione redatta dall'ingegner Stefano Podestà datata 13 settembre.

Un'ulteriore doccia fredda per Genova che proprio non ci voleva.

Così il Comune ha dovuto vietare con un'ordinanza il transito ai TIR proprio su quel viadotto che avrebbe dovuto supplire, seppur parzialmente, a quello sul Polcevera crollato il 14 agosto.

Sestri resta intasata, insomma, almeno per qualche tempo: il sindaco Bucci ammette che la relazione sullo stato di degrado del viadotto è stata una brutta sorpresa, ma mostra di non volersi scoraggiare: «La funzionalità della nuova strada non cambia. I camion potranno arrivarci da Sestri e liberare la città da una buona parte del traffico pesante. Quel ponte sarà consolidato nel giro di un mese», dichiara al Secolo XIX.

Nel frattempo, nell'inchiesta sul crollo spunta l'ipotesi di depistaggio: tutto ruota su quella mail notturna della quale si è ampiamente parlato nelle scorse settimane: una dipendente della società di consulenza Cesi in una mail di accompagnamento al report sulla condizione degli stralli usa parole che sembrano volte a manlevare Autostrade da qualsiasi responsabilità sul crollo.

Il Cesi disconosce la mail della propria dipendente, ma la concessionaria batte i pugni: «Autostrade evidenzia che questa mail proveniva dall’account manager di Ismes/Cesi. Visto il rilievo dei soggetti coinvolti, nel pieno rispetto delle valutazioni che potrà svolgere la magistratura, non è possibile considerare tale mail come una corrispondenza di natura privata».

La difesa notturna del Cesi, per Castellucci & co, non può essere considerata irrilevante.

Accade insomma quel che ci si poteva aspettare: tutti contro tutti, ciascuno per salvar le proprie terga.

Starà agli investigatori della Finanza, che ieri hanno effettuato perquisizioni al Cesi e al Politecnico di Milano, dipanare la matassa.

Stasera sapremo forse qualcosa sugli altri nodi: commissario alla ricostruzione, azienda incaricata, decreto-Genova.


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LNS

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